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Venerdì, 3 Dicembre 2021
Salute

Meningite, l’importanza di mantenere alta l’attenzione

Esperti e clinici ne hanno discusso durante un web talk nell’ambito del progetto ‘Pre-occupiamoci della meningite’, ideato e promosso dal Gruppo Adnkronos con il supporto non condizionante di Gsk Italia.

La meningite meningococcica è una forma batterica di meningite altamente contagiosa e rapidamente letale. La malattia si trasmette da persona a persona per via respiratoria, attraverso le goccioline di saliva e le secrezioni nasali, che possono essere disperse con la tosse, con gli starnuti o mentre si parla.

È una malattia infettiva che non va sottovalutata e verso la quale è fondamentale non abbassare la guardia. E, proprio sull’importanza della prevenzione concordano medici ed esperti intervenuti a Torino a un incontro promosso nell’ambito di "Pre-Occupiamoci della meningite", un progetto editoriale di sensibilizzazione a livello nazionale sui rischi legati a questa patologia, ideato e promosso dal Gruppo Adnkronos con il supporto non condizionante di Gsk Italia.

A confrontarsi sugli effetti della malattia meningococcica che, seppure rara, comporta esiti gravi, disabilitanti e spesso mortali, basti pensare che secondo gli ultimi dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, il 10% dei pazienti va incontro al decesso nonostante riceva cure adeguate, mentre il 10-20% dei sopravvissuti può andare incontro ad amputazioni, danni cerebrali, perdita dell’udito, disturbi dell’apprendimento; sono stati Giovanni Di Perri, Direttore del Dipartimento di Scienze Mediche, Clinica di Malattie Infettive dell’Università di Torino, Lorenza Ferrara, Dirigente SeReMi e Referente Attività Vaccinali della Regione Piemonte, Silvia Gambotto,  pediatra di Libera Scelta, Carlo Bruno Giorda,  Direttore S.C.Diabetologia dell’Asl Torino 5. 

"La profilassi attuale contro le malattie batteriche è promettente e porta dei vantaggi anche collettivi, basti pensare all’alta trasmissibilità della meningite meningococcica, che si può contenere molto bene grazie al vaccino – ha spiegato il professor Giovanni Di Perri – dobbiamo tenere presente, comunque, che la vaccinazione dell’adulto dà risultati differenti in base all’età di somministrazione. In linea di massima, è meglio vaccinarsi il più precocemente possibile, poiché la risposta immunitaria sarà migliore".

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