Venerdì, 30 Luglio 2021
Salute

Bypass: l'ospedale Maggiore di Novara primo in Piemonte per numero di interventi

Lo rivela l'indagine del portale di public reporting sanitario doveecomemicuro.it

Foto di repertorio

L'ospedale Maggiore di Novara è il primo in Piemonte per numero di interventi di bypass aortocoronarico. A rivelarlo è doveecomemicuro.it, portale di public reporting sanitario che ha realizzato un'indagine sugli ospedali italiani più performanti per volume di ricoveri per infarto miocardico acuto, per numero di interventi di bypass aortocoronarico e per volume d'interventi di angioplastica coronarica.

Secondo le classifiche elaborate da doveecomemicuro.it, in Piemonte, nelle prime posizioni per numero di ricoveri per infarto miocardico acuto ci sono: al 1° posto l'ospedale degli infermi di Rivoli; al 2° l'ospedale Maria Vittoria  di Torino; al 3° l'ospedale civile Santi Antonio e Biagio di Alessandria; al 4° l'ospedale San Giovanni Bosco di Torino; al 5° l'azienda ospedaliera-universitaria Maggiore della Carità di Novara.

Quanto al volume d'interventi di bypass aortocoronarico: al 1° posto c'è il Maggiore di Novara; al 2° il Maria Pia Hospital di Torino; al 3° la Clinica Città di Alessandria - Policlinico di Monza; al 4° l'ospedale civile Santi Antonio e Biagio di Alessandria; al 5° l'ospedale Santa Croce e Carle di Cuneo.

Riguardo al numero di interventi di angioplastica coronarica: al 1° posto c'è l'ospedale degli infermi di Rivoli; al 2° l'ospedale Maggiore di Novara; al 3° l'ospedale civile Santi Antonio e Biagio di Alessandria; al 4° l'ospedale San Giovanni Bosco di Torino; al 5° il presidio ospedaliero Molinette - Aou Città della Salute e della Scienza di Torino.

"In base alle evidenze scientifiche, un maggior numero di casi trattati da una struttura sanitaria ha un impatto significativo sull’efficacia degli interventi e sull’esito delle cure. Perciò, il Decreto ministeriale sugli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza ospedaliera (Dm 70/2015) fissa delle soglie minime al di sotto delle quali il rischio di esiti negativi aumenta notevolmente", ha spiegato Elena Azzolini, medico specialista in sanità pubblica e membro del comitato scientifico di doveecomemicuro.it.

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