Novara, all'ospedale Maggiore al via le televisite per i pazienti diabetici

Le visite diabetologiche in presenza restano comunque garantite, in particolare per i casi di scompenso metabolico e per i pazienti meno giovani e meno avvezzi alla tecnologia

Foto di repertorio

A Novara visite in presenza e in telemedicina per i pazienti diabetici. Lo ha comunicato l'azienda ospedaliero-universitaria in una nota stampa, in cui si precisa che a fronte dell'aggravamento dell’emergenza sanitaria causata dal coronavirus, nonostante le numerose limitazioni d’accesso alle prestazioni ambulatoriali, all’ospedale Maggiore vengono garantite le terapie nell’ambito del percorso di cura materno-infantile per la Diabetologia per il bambino e i Pdta per l’adulto.

La garanzia della visita in presenza, sottolinea nella nota stampa il Maggiore, ha come obiettivo quello di facilitare l’accesso in ospedale ai casi di scompenso metabolico e permette di aiutare i pazienti meno giovani e meno avvezzi alla tecnologia. Per gli altri pazienti è invece possibile e altrettanto efficace e sicuro monitorare la loro situazione clinico-metabolica grazie al ricorso della telemedicina; per poter attuare queste prestazioni diabetologiche in remoto all’Aou sia in Pediatria, struttura diretta dalla prof.ssa Ivana Rabbone, che in Endocrinologia, sotto la direzione del prof. Gianluca Aimaretti, si potrà utilizzare la televisita con il sistema Smart-Visit,
attraverso una videochiamata studiata per i casi di diabete di tipo 1, Diabete gestazionale e diabete di tipo 2.

La televisita viene direttamente gestita dalla cartella diabetologica in uso in queste due strutture, Smart Digital Clinic, e durante il consulto è possibile effettuare eventuali screenshot per valutare anche alcune situazioni cliniche del paziente. Tutte le operazioni di Smart-Visit vengono archiviate e storicizzate in cartella e la televisita viene amministrativamente documentata come prestazione.

"Si tratta di un importante progresso della telemedicina recepito per la Diabetologia a Novara - commentano dal Maggiore - e rappresenta un passo avanti verso il miglioramento della qualità dell’assistenza diabetologica".

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