Venerdì, 30 Luglio 2021
Salute

Coronavirus: per l'Ordine dei medici di Novara sì alle vaccinazioni in farmacia, "ma solo alla presenza di un medico"

D'Andrea: "Il vaccino è un farmaco e deve essere somministrato, così come prevedono le agenzie regolatorie, solo previa prescrizione del medico, ossia dopo la valutazione anamnestica e clinica"

Foto di repertorio

Sì alle vaccinazioni anche in farmacia, ma soltanto alla presenza di un medico. L'Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri della provincia di Novara interviene sulla questione della possibilità di somministrare i vaccini anti covid all'interno delle farmacie. La giusta esigenza di accelerare e ampliare la campagna di vaccinazione non può andare a discapito della sicurezza: è questa la posizione dell’Ordine, che condivide quella della Federazione nazionale (Fnomeo).

"Comprendiamo e condividiamo la necessità da parte del Governo (Dl Sostegni) di aumentare i punti di somministrazione dei vaccini, nel momento in cui finalmente dovessimo disporne in quantità sufficienti - ha afferma il presidente dell’Ordine novarese, il dott. Federico D’Andrea - In questo senso, e per la sola durata della fase emergenziale, può essere prevista la somministrazione dei vaccini anti-Covid nelle farmacie. Somministrazione che andrebbe anzi estesa alle parafarmacie, in particolare quelle presenti nei centri commerciali, ove affluisce un gran numero di cittadini. Imprescindibile resta, però, il tema della sicurezza. Il vaccino è un farmaco e deve essere somministrato, così come prevedono le agenzie regolatorie, solo previa prescrizione del medico, ossia dopo la valutazione anamnestica e clinica. Sempre cioè sotto la supervisione, in presenza, di un medico, che possa raccogliere il consenso informato, valutare lo stato di salute del paziente e gestire in maniera pronta eventuali effetti collaterali".

"Riteniamo, tuttavia, che occorra un modello organizzativo unitario a livello nazionale, in grado di coordinare tutti i professionisti che hanno offerto la loro disponibilità, garantendo, nel contempo, la sicurezza delle cure - ha aggiunto D’Andrea - Questo per garantire i diritti dei cittadini: quello all’autodeterminazione, da erogarsi attraverso il consenso informato. E quello, costituzionalmente protetto, alla tutela della salute. Che è garantita dalla presenza del medico, che possiede le competenze necessarie per l’anamnesi, la valutazione dello stato di salute del paziente e l’eleggibilità alla vaccinazione, l’eventuale scelta della tipologia di vaccino in concomitanza di condizioni particolari, e, non ultime, la prevenzione e la gestione di possibili, seppur rari, eventi avversi di varia gravità, anche attraverso la pronta somministrazione dei farmaci adeguati".

La Fnomceo pertanto invita "a un’attenta valutazione e riesame delle modalità di attuazione del Dl Sostegni".

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