Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca

Ricercatore novarese condannato a morte, Amnesty e senatori incontrano l'ambasciatore iraniano

Ahmadreza Djalali si trova in un carcere di Teheran con l'accusa di essere una spia straniera. La scorsa settimana è stata condannato a morte

Nonostante le firme e gli appelli il medico iraniano Ahmadreza Djalali, che ha collaborato con l'università del Piemonte Orientale come ricercatore di Medicina dei disastri, è stato condannato a morte dal tribunale di Teheran, con l'accusa di essere una spia del Mossad. Per lui si sono mobilitate importati figure, politiche e non, per chiederne la scarcerazione e l'annullamento della sentenza.

Oggi, venerdì 27 ottobre, alle ore 12.30 una delegazione composta dalla senatrice novarese Elena Ferrara, dal senatore Luigi Manconi e dal Direttore generale di Amnesty International Italia Gianni Rufini, verrà ricevuta dall' ambasciatore della Repubblica islamica dell’Iran in Italia, Jahanbakhsh Mozaffari. La delegazione consegnerà all'ambasciatore il testo dell'interpellanza, indirizzata al Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale Angelino Alfano, a proposito della sorte del medico iraniano Ahmadreza Djalali. L'interpellanza, sottoscritta da oltre centotrenta senatrici e senatori appartenenti a tutti gli schieramenti politici, chiede che venga scongiurata la condanna a morte di Ahmadreza Djalali. Il medico iraniano, ricercatore nel campo della medicina dei disastri, da anni lavora in numerosi Paesi europei e presso l'Università del Piemonte Orientale. Sabato scorso, una Corte rivoluzionaria ha decretato la sua condanna a morte per aver intrattenuto rapporti con paesi stranieri. La sua sorte ha suscitato grande emozione e ha dato vita a iniziative di solidarietà in diversi Paesi europei e in tutta la comunità scientifica. 

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