Lunedì, 17 Maggio 2021
Cronaca

Ricercatore novarese condannato a morte, una delegazione parlamentare incontra l'ambasciatore iraniano

Ieri mattina tre parlamentari italiani hanno incontrato l'Ambasciatore della Repubblica islamica dell'Iran a Roma per parlare del caso di Ahmadreza Djalali

Ahmadreza Djalali

L'ambasciatore iraniano in Italia, Jahanbakhsh Mozaffari, si è impegnato a portare notizie su Ahmadreza Djalali, il ricercatore che ha lavorato a Novara e che da mesi è detenuto in Iran.

Ahmadreza Djalali ora rischia la condanna capitale: il medico 45enne è detenuto infatti dallo scorso aprile nella prigione di Evin, a Teheran con l'accusa di essere una spia.

LA VICENDA

Nella mattinata di lunedì Luigi Manconi, presidente della Commissione diritti umani del Senato, insieme alla senatrice Elena Ferrara, membro della stessa commissione, e all'onorevole Marietta Tidei, membro della Commissione affari esteri della Camera dei deputati e della delegazione parlamentare italiana presso l'assemblea OSCE, hanno parlato con l'ambasciatore, chiedendo precise informazioni sulle condizioni di salute del medico e sulla sua vicenda giudiziaria.

Intanto la scorsa settimana una petizione on line ha raccolte oltre 65mila firme per chiedere la scarcerazione del ricercatore. Sono arrivati appelli anche da parte del rettore dell'Università del Piemonte Orientale, Cesare Emanuel e si Francesco Della Corte, direttore del CRIMEDIM, dove Ahmadreza Djalali ha lavorato per 4 anni, oltre che dal presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino.

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