"Affitto poltrona", nuovo modello di gestione aziendale a Novara

La città gaudenziana è il primo comune in Piemonte, ed uno dei primi in Italia, ad attuare un provvedimento di attuazione di questo nuova modalità operativa

Si chiama "affitto di poltrona o di cabina" ed è una forma di contratto in base al quale un titolare di salone di acconciatura o di centro estetico concede in uso una parte dell’immobile nel quale viene esercitata la propria attività imprenditoriale, con le eventuali attrezzature pertinenti, ad un altro soggetto che, in veste di imprenditore in possesso dei requisiti professionali richiesti dalla legge, esercita la propria attività di impresa nei locali concessi in affitto.

Una novità che deriva direttamente dal più recente contratto collettivo del settore che che, da domani, sarà attiva a anche a Novara.

La Giunta comunale, infatti, ha approvato questa mattina una delibera che introduce nella città gaudenziana, prima in Piemonte ed una delle prime in Italia, questo nuovo ordinamento. La delibera, che rappresenta una significativa novità per un settore che a Novara conta più di 500 imprese con diverse migliaia di addetti, è stata presentata nel pomeriggio di oggi, mercoledì 15 gennaio, dall’assessore al Commercio e all’Artigianato Sara Paladini, con la partecipazione delle organizzazioni di categoria.

"Questo provvedimento - ha spiegato l’assessore - è il frutto di una intensa collaborazione con le associazioni artigiane che hanno condiviso con noi una nuova riflessione, in particolare sulle prospettive di chi decide di intraprendere una nuova attività imprenditoriale nei settori del Benessere. È il caso di molti giovani che si affacciano su questo mercato ancora vivace, ma che si scontrano con i rilevanti investimenti iniziali ed i successivi costi fissi e di funzionamento che, insieme ai pesanti oneri fiscali e parafiscali, creano oggettivi ostacoli all’avvia e all’affermazione di nuove realtà imprenditoriiali".

Con la nuova delibera approvata, sarà possibile a Novara questa specifica forma di "coworking", dove soggetti già in possesso dei requisiti tecnico professionali per esercitare la professione di acconciatore o di estetista, si uniscono utilizzando spazi comuni.

"Si tratta - ha aggiunto Paladini - di uno strumento che favorisce in modo diretto le imprese e che aiuta anche a combattere il fenomeno del sommerso e dell’abusivismo che in questo settore è particolarmente rilevante".

Soddisfazione e ottimismo sono stati espressi da Alessandro Scandella di Confartigianato e da Alesssandro Valli di Cna, che hanno concordemente auspicato che questo meccanismo possa prendere piede, magari anche in altri settori merceologici sia sul fronte delle nuove imprese che su quello delle imprese in difficoltà che possono risollevarsi condividendo spazi e costi.

Bartolo Cuomo dell’Asl ha ribadito che la procedura prevista per l’utilizzo di questo nuovo modello contrattuale è molto semplice e agevola l’avvio delle nuove attività.

"Un risultato positivo - ha concluso l’assessore Paladini - che ci auguriamo possa portare presto i suoi benefici, soprattutto per creare occasioni di lavoro per i giovani".

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