Giovedì, 18 Luglio 2024
Cronaca

Il ricercatore escluso dallo scambio di prigionieri fra Svezia e Iran: Djalali resta in carcere

Il ricercatore, che ha insegnato Medicina dei disastri all’Università a Novara, è in carcere dal 2016

"Vergognoso che il governo svedese abbia lasciato indietro Ahmadreza Djalali, da sette anni con un cappio al collo: un’immagine che, da metaforica, rischia di diventare reale perché ormai l’Iran ha ottenuto ciò che voleva e Djalali non serve neanche più per negoziare contropartite". La notizia arriva da Amnesty International e sono le parole del referente per l'Italia Riccardo Noury: nello scambio di prigionieri fra Svezia e Iran il ricercatore iraniano che ha insegnato Medicina dei disastri all’Università a Novara non è stato preso in considerazione. L'uomo è in carcere dal 2016.

La città di Novara non ha mai smesso di manifestare il suo sostegno, organizzando momenti e sit in, l'ultimo nel mese di gennaio 2024.

Condannato a morte per "spionaggio", è stato escluso dallo scambio di detenuti tra Svezia e Iran di sabato 15 giugno. A Teheran è tornato Hamid Nouri, condannato all’ergastolo per il ruolo avuto nel massacro delle carceri iraniane del 1988. In cambio, sono rientrati in Svezia il funzionario dell’Unione europea Johan Floderus e Saeed Azizi.

"La Svezia, come altri stati europei, ha accettato che suoi cittadini venissero trattati come ostaggi dall’Iran. Pare evidente che Floderus e Azizi fossero stati arrestati proprio per essere usati per il ritorno a casa di Hamid Nouri, che ieri appena atterrato a Teheran ha usato parole intrise di impunità, rendendo chiaro che la giustizia è stata la grande sconfitta in questa vicenda" chiude Noury.

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