Picchiato e minacciato di morte per 40mila euro di droga: tre arresti a Novara

Il fatto risale allo scorso 16 marzo; la vittima era finita in ospedale. Tre le persone finite in manette, ritenute a vario titolo responsabili di rapina, lesioni e tentata estorsione

Gli arresti sono stati eseguiti dalla Squadra monbile della Questura

Prima le botte, che lo hanno fatto finire in ospedale, poi le minacce di morte a lui e alla sua famiglia. Tutto questo per riavere una valigia contenente droga per 40mila euro, che la vittima era accusata di aver rubato.

E' quanto successo a Novara nello scorso marzo e per cui tre persone sono fininte in manette per i reati di rapina aggravata, lesioni aggravate e tentata estorsione aggravata. Ad arrestarle, gli uomini della Squadra mobile di Novara, in un'operazione denominata "Pulp Fiction".

Il pestaggio e le minacce

Il fatto è accaduto nella notte del 16 marzo in una zona centrale della città, dove la polizia è intervenuta dopo la segnalazione del pestaggio di un giovane da parte di cinque persone. Giunti sul posto, gli agenti hanno trovato un giovane mezzo nudo e coperto di sangue, la cui casa era stata messa a soqquadro. Il ragazzo, di origine dominicana, era molto spaventato e cercava di minimizzare l'accaduto davanti alla polizia.

Solo grazie all'intervento dei genitori, il giovane ha deciso di andare in ospedale, dove gli sono state diagnosticate la frattura del setto nasale e la perforazione del timpano destro, con un'iniziale prognosi di 21 giorni.

Le indagini della polizia

Secondo quanto ricostruito sul posto dalla Squadra mobile, al giovane erano anche stati rubati il telefono e l'auto (di proprietà dei genitori). A causare il pestaggio, inoltre, sarebbe stata la sparizione di una valigia che conteneva 40mila euro di droga. Per gli aggressori il colpevole della sparizione della valigia sarebbe infatti stato il giovane, che ha però negato tutto.

Dopo il pestaggio, gli aggressori non si sarebbero fermati: oltre a minacciare il giovane, se la sono presa anche con i suoi genitori, che hanno ricevuto gravi minacce telefoniche. Minacce che sono andate avanti per giorni e settimane, diventando sempre più violente e spingendo il giovane a lasciare l'Italia.

Dopo una serie di indagini, gli agenti della Squadra mobile hanno raccolto gravi e inconfutabili indizi di colpevolezza a carico di tre persone: G.E, 30enne di origine albanese con precedenti di polizia per stupefacenti, T.V., italiana di 24 anni con precedenti di
polizia per reati contro il patrimonio, e Z.M.B.S., 41enne tunisino pluripregiudicato per reati contro la persona e il patrimonio e con precedenti di polizia per stupefacenti.

I tre sono stati arrestati nella mattinata di oggi, sabato 11 maggio, dopo meno di due mesi dal pestaggio. La polizia ha infatti eseguito l'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip.
 

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