Tangenti e corruzione, 43 arresti tra Piemonte e Lombardia: c'è anche il novarese Diego Sozzani

Per Sozzani sarebbe stata chiesta l'autorizzazione a procedere alla Camera

Diego Sozzani

Tangenti, corruzione, turbativa d'asta e legami con la 'Ndrangheta. Sono queste le principali accuse per le quaranta persone, tra cui politici, amministratori e imprenditori, che questa mattina sono stati arrestati nell'ambito della maxi inchiesta dei carabinieri di Monza tra Lombradia e Piemonte.

Il filone novarese: la gara d'appalto truccanta nell'azienda pubblica

Tra i nomi conivolti spunta anche quello del novarese Diego Sozzani, ex presidente della Provincia di Novara, attualmente deputato di Forza Italia e membro della Commissione permanente trasporti, poste e telecomunicazioni. Per lui sarebbe stata chiesta alla Camera l'autorizzazione a procedere all'arresto per finanziamento illecito

Sozzani si è detto totalmente estraneo ai fatti e ha espresso piena fiducia nella magistratura, dicendosi disposto all'autosospensione "affinché l'attività di Forza Italia possa proseguire in modo sereno e trasparente, in vista delle imminenti scadenze elettorali".

L'operazione e gli arresti

L'operazione, che ha interessato le province di Milano, Novara, Varese, Monza e della Brianza, Pavia,  Alessandria, Torino e Asti, con oltre 250 militari dei Comandi Provinciali della Guardia di Finanza di Varese e dei Carabinieri di Monza Brianza, è in corso dalle prime ore dell'alba.

In totale sono state eseguite 43 ordinanze di custodia cautelare (12 in carcere, 16 agli arresti domiciliari, 3 all’obbligo di dimora e 12 all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria): gli indagati sono ritenuti a vario titolo responsabili di associazione per delinquere aggravata dall’aver favorito un’associazione di tipo mafioso, e finalizzata al compimento di plurimi delitti di corruzione, finanziamento illecito ai partiti politici, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, false fatturazione per operazioni inesistenti, auto riciclaggio e abusi d’ufficio. In totale l'inchiesta ha coinvolto 95 persone indagate.

I legami con la 'Ndrangheta

I provvedimenti, emessi dal G.I.P. del Tribunale di Milano, su richiesta della Procura della Repubblica di Milano - Direzione Distrettuale Antimafia, sulla base dell'indagine condotta dalla Compagnia della Guardia di Finanza di Busto Arsizio (VA) e dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Monza, hanno fatto emergere l’esistenza di due sodalizi criminali, attivi nelle province di Milano e Varese, costituiti da esponenti politici, amministratori pubblici e imprenditori, dediti alla commissione di più delitti di corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio e turbata libertà degli incanti, finalizzati alla spartizione e all’aggiudicazione di appalti pubblici. 

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