Martedì, 18 Maggio 2021
Cronaca

Bancarotta fraudolenta: un arresto e cinque denunce

Operazione della Guardia di Finanza di Borgomanero, che ha scoperto un sistema fraudolento finalizzato ad implementare il dissesto economico di imprese

Le Fiamme Gialle hanno scoperto un complesso ed articolato sistema illecito perpetrato da 12 società che fanno parte di un gruppo proprietario di supermercati - Foto di archivio

Un arresto, 5 denunce per bancarotta fraudolenta. E' il risultato dell'indagine condotta dalla Guardia di Finanza di Borgomanero, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Novara. Le Fiamme Gialle hanno scoperto un complesso ed articolato sistema illecito perpetrato da 12 società che fanno parte di un gruppo proprietario di supermercati operanti in diverse province del Piemonte e della Lombardia.

I finanzieri hanno condotto complesse attività di indagine, mediante l'esecuzione di diverse perquisizioni presso le sedi legali delle società riconducibili al gruppo e leabitazioni degli amministratori di diritto e di fatto delle stesse, nonché presso lo studio commercialistico di riferimento, con il sequestro di copiosa documentazione extra contabile sia cartacea che elettronica.

A conclusione del servizio, è stato delineato un sistema fraudolento posto inessere dagli indagati, finalizzato ad implementare il dissesto economico delle imprese del gruppo commerciale, portandole gradualmente al fallimento. Il crack è stato provocato in particolare dal mancato pagamento derivante dalle cessioni di prodotti e beni alle altre imprese del gruppo, incaricate della vendita al dettaglio nei supermercati. A loro volta i supermercati rivendevano, senza averne saldato l'acquisto, i prodotti ai clienti finali, monetizzando i beni distratti dal fallimento e sottraendo materia imponibile alla tassazione. 

A finire in manette per l’ipotesi di bancarotta fraudolenta il gestore occulto di tutte le società fallite, mentre altre 5 persone, tra cui prossimi congiunti del factotum, sono stati segnalati all’autorità giudiziaria per aver contribuito come amministratori di diritto al dissesto di tutte le società coinvolte.

La Guardia di Finanza ha inoltre individuato numerose posizioni di dipendenti delle imprese ai quali, dopo il licenziamento, non era stati liquidati gli stipendi nonché i trattamenti di fine rapporto. Sono state, inoltre, effettuate le verifiche fiscali nei confronti delle società facenti parte del gruppo risultate essere evasori totali, e rilevando base imponibile sottratta a tassazione per 7,5 milioni di euro ed Iva dovuta all’Erario per 1 milione.


 

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