Boca, si parla del progetto del nuovo impianto di trattamento rifiuti

Questa sera in consiglio comunale verrà affrontato un tema che tanto sta impensierendo i cittadini. Ad ora sono state raccolte circa 700 firme per fermare l'impianto. Parla Lanfranco Vicario, il titolare della ditta costruttrice

I cittadini di Boca e dei paesi circostanti, soprattutto Cureggio, dicono no alla creazione di un impianto per il recupero di argille, fanghi e terre non pericolose che dovrebbe esser realizzato in via Brughiera IV.

Questi si sono già mobilitati con una raccolta firme e alcuni giorni fa hanno organizzato una serata informativa di discussione e confronto.

Nel frattempo la conferenza di servizi, tenutasi in Provincia a Novara, ha chiesto alla ditta ItalHousing ambiente Oleggio, con sede a Borgomanero, di consegnare documentazione aggiuntiva e più dettagliata.

"Se già dalla carta il progetto presenta lacune, non osiamo pensare cosa potrebbe accadere. Per questi motivi, la popolazione è molto preoccupata e teme che a pagarne le spese potrebbero essere le oltre 200 persone che vivono e lavorano nelle vicinanze, oltre alle attività ristorative e turistiche - commentano dal comitato di Boca contro il progetto - restiamo perplessi per la mancanza di una presa di posizione chiara da parte del sindaco di Boca, responsabile della salute pubblica".

Così questa sera si svolgerà un consiglio comunale in cui all'ordine del giorno sarà affrontata la problematica.

Nel frattempo abbiamo incontrato l'amministratore delegato di ItalHousing, Lanfranco Vicario, che ha spiegato cosa intende fare. "La conferenza dei servizi ci ha chiesto integrazioni di routine. Quello che si vuole andare a realizzare è un impianto semplice, non ci sarà alcun impatto ambientale, si tratta di argille, terre e fanghi che saranno riutilizzati e rimessi nei cicli produttivi di altre industrie. Perchè sprecare questi rifiuti, tutti codificati come non pericolosi, quando possono essere riutilizzati? - si chiede Vicario - prima di arrivare nell'impianto vengon analizzati dal produttore e se passano la verifica chimico fisica vengono accettati e verificati ancora. Inoltre mi son autolimitato a ritirarne al massimo due tipi di rifiuti ogni volta, anche se ho l'autorizzazione per 18 tipologie. Un grosso miscelatore mischierà l'argilla naturale col rifiuto per darmi il prodotto. Il rifiuto arricchisce l'argilla e ottimizza la materia prima perchè ne uso la metà e al cliente fornisco un materiale superiore dell'argilla naturale. Non ci sarà nessuna frantumazione, solo miscelazione. Infine voglio sottolineare che ci saranno 12 nuovi posti di lavoro".

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