Cronaca

Giallo del Lago d'Orta: ripescati due cadaveri finiti in fondo all'acqua 30 anni fa

I resti trovati nei giorni scorsi a Omegna appartengono probabilmente a due uomini scomparsi nel 1987

Foto di repertorio

Un veicolo ripescato sul fondo del lago, due cadaveri all'interno: questo è il mistero che da giorni sta tenendo col fiato sospeso il lago d'Orta e che ha conquistato anche la cronaca nazionale.

Un subacqueo, durante un'immersione a Bagnella, a Omegna, avvista un veicolo sul fondo del lago. ?I sommozzatori dei vigili del fuoco lo recuperano, non senza difficoltà, e fanno una macabra scoperta: all'interno ci sono resti umani.

Sul mezzo, un Sulky, l'antesignano anni '80 delle moderne mini car, ci sono infatti gli scheletri di due individui, sembrerebbe due uomini, che si trovano nelle acque del lago d'Orta da circa trent'anni. L'inabissamento del veicolo però deve essere avvenuto in un'altra zona, dato che a Bagnella sono stati fatti lavori e nessuno ha mai trovato il Sulky. Probabilmente i resti del mezzo sono stati spostati dalla corrente.

La procura di Verbania inizia le indagini e scopre che, esattamente trent'anni fa, due uomini a bordo di un veicolo simile sono scomparsi nel nulla. Si tratta di Luciano Gendusio, classe 1921, e Donato Musto, classe 1913, di cui non si hanno più notizie dal gennaio 1987.

Ora l'ipotesi più probabile è che i due abbiano avuto un incidente, forse a causa del gelo che in quei giorni attanagliava la zona, e siano precipitati in acqua, rimanendo intrappolati nel veicolo.

Dalle indagini risulta infatti che il mezzo è intestato proprio a uno dei due scomparsi. 

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