Impianto di Pirolisi, continua la battaglia: "Speriamo si ravveda il Sindaco"

Il comitato "No Pirolisi" di Casalino continua la sua battaglia contro l'insediamento il paese di un inceneritore di pneumatici per ricavare energia. "Il 67% dei cittadini hanno aderito, il Sindaco non può non prenderne atto"

Continua la battaglia del comitato "No Pirolisi" a Casalino che durante l'estate ha portato avanti una raccolta firme tra i cittadini e i lavoratori delle industrie del territorio per dire "No" all'impianto di pirogassificazione degli pneumatici che dovrebbe sorgere nell'area industriale, nella frazione di Orfengo.

"La società Italiana Energetica Tire ha depositato presso la Provincia di Novara  lo socrso 2 agosto 2013  - si legge in una nota stampa diffusa dal comitato -un progetto relativo ad un “Impianto per la messa in riserva ed il recupero degli pneumatici fuori uso nel Comune di Casalino” da realizzarsi nella zona industriale della
frazione di Orfengo. In data 13 agosto 2013 si è costituito il Comitato di volontariato libero, spontaneo ed
apartitico “No Pirolisi A Casalino – Non Bruciamo Il Futuro”, con lo scopo di opporsi alla realizzazione di tale  impianto, ritenuto altamente inquinante e dannoso. Non si tratta - scrivono -  di “green economy” ma di un'attività classificata come “industria insalubre di classe I” e il cui insediamento sarebbe contrario ai principi generali in tema di tutela dell’ambiente formulati negli ultimi anni dall’Unione Europea. Il processo di pirolisi infatti libera nell'atmosfera sostanze tossiche e produce una grande quantità di residui contaminati e difficilmente smaltibili. Oltre a ciò la realizzazione di tale impianto produrrà un incremento vertiginoso del traffico locale di mezzi pesanti ed una forte svalutazione di terreni ed immobili della zona circostante. Oltre agli odori ed all'inquinamento acustico. Tutte le attività economiche presenti nel territorio comunale e zone limitrofe subiranno inevitabilmente dei danni e così i prodotti agricoli (riso, latte, formaggi e miele".

Il Comitato si è fatto promotore  di diverse iniziative, tra le quali la richiesta di un incontro pubblico presso la Provincia di Novara e la sottoscrizione di una petizione popolare per opporsi alla realizzazione dell’impianto.

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"Le firme finora raccolte - scrivono - rappresentano circa il 65% degli abitanti del Comune di Casalino. A queste vanno sommate quelle raccolte presso le importanti realtà imprenditoriali presenti nella zona ove potrebbe sorgere l’impianto e le molte altre che stiamo provvedendo a raccogliere al di fuori del territorio comunale. Ad esempio è possibile firmare la petizione presso l’ufficio anagrafe del Comune di Borgo Vercelli, direttamente minacciato dalle emissioni dell’impianto. Abbiamo inoltre ricevuto l’appoggio di aziende agricole operanti sul territorio, molto preoccupate del mantenimento degli attuali standard qualitativi della produzione ed associazioni ambientaliste attive nella difesa del territorio. Riteniamo - concludono - che un rifiuto di tale inequivocabile portata non dovrà essere ignorato dal Sindaco di Casalino Sergio Ferrari, che ci auspichiamo prenda atto della volontà espressa dai suoi amministrati ed agisca di conseguenza".

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