Impianto di Pirolisi, un progetto che spacca a metà un comune

Ha destato molta polemica la volontà da parte del primo cittadino di Casalino, Sergio Ferrari, di ospitare nella frazione di Orfengo un impianto di Pirolisi. L'idea ha portato scompiglio sia in paese che tra le parti politiche

E' l'impianto di pirolisi a spaccare in due il comune di Casalino, nella bassa novarese.

Questo quanto è accaduto dopo la proposta, illustarata dal primo cittadino di Casalino ai concittadini, nell'ambito di una serata informativa, svoltasi nelle scorse settimane, sulla possibilità di ospitare un impianto per il processo di decomposizione termochimica di materiali organici, ottenuto mediante l’applicazione di calore.
La serata, dalla quale sono scaturite non poche polemiche, ha scatenato la reazione dei cittadini e del mondo politico locale.

"Voglio tranquillizzare i miei concittadini – spiega in una nota stampa il sindaco di Casalino, Sergio Ferrari – siamo ora in una fase del tutto preliminare, ma si è comunque cercato di fornire una puntuale informazione a riguardo del progetto. Rimando al mittente le critiche di alcuni oppositori, che definiscono il progetto come un 'mostro' e che anzi dicono che 'in silenzio si cerca di portare a Casalino un mostro'. Anche se per chi si oppone (spesso senza conoscerne i contenuti) è più facile, sbrigativo, oserei dire ’congeniale’ chiamarlo impianto di smaltimento, inceneritore o addirittura discarica, il progetto propone un impianto di recupero e, anche se ai benpensanti potrà non far piacere, quello proposto è un esempio di ‘green economy’. Ciò premesso, con il suddetto progetto non viene alimentata alcuna 'devastazione dell’ambiente' e non si svende il territorio per alcun 'piatto di lenticchie'. Si deve cercare di analizzare il contesto e la realtà anche (e soprattutto) in prospettiva futura e non ipocritamente mistificarli. La crisi ha certamente allargato gli scenari industriali, fino a qualche tempo fa concentrati sulla sola produzione. Di industria si parla da tempo anche a riguardo del recupero. E’ venuto probabilmente il momento del ‘fare’ in questo campo, tenendo conto che le norme ambientali in fatto di emissioni e di relativo controllo sono molto rigorose e la tecnologia ha fatto notevoli progressi. Uno pneumatico può infatti essere recuperato per il 98% nelle sue componenti basilari, ovvero olio combustibile, carbone e ferro, con le emissioni in atmosfera legate ai soli vapori del processo gassoso che, con le alte temperature, necessitano di un camino filtrante di 20 metri. E’ forse il momento di lasciarci alle spalle pregiudizi e fuorvianti interpretazioni, che hanno fatto perdere negli anni al ‘sistema Paese’ competitività e posti di lavoro. Una Commissione di persone serie e competenti dirà se il progetto è tecnicamente ed ambientalmente autorizzabile – sottolinea Ferrari nella sua nota stampa –. Mi sento però di rassicurare la cittadinanza e gli imprenditori che sul territorio hanno portato in passato e recentemente insediamenti d’eccellenza, su come il procedimento autorizzativo avrà la massima trasparenza e il maggior coinvolgimento, per la parte comunale, in tutte le sue fasi. Intendo infine sottolineare come il progetto, inserito anche in un contesto di circa 40 km quadrati di territorio, non sia in contrasto, ma assolutamente complementare alle politiche comunali portate avanti negli ultimi tempi in tema d’impegno a favore delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica, ma anche nel campo della valorizzazione turistica, culturale ed ambientale, non ultime l’introduzione della Denominazione Comunale per le attività agro-alimentari e l’impegno a favore dell’Oasi palustre che per oltre 200 ettari interessa anche il territorio casalinese".

Il commento di Fabrizio Barini - Pd

Il clima della serata informativa che ha avuto luogo nei giorni scorsi è stato decisamente - commenta Barini (Pd) - "caldo" non solo per la temperatura. A tratti il confronto si è trasformato in scontro. I residenti sono preoccupati dei rischi per la salute causabili dalle emissioni in atmosfera dei fumi della combustione degli pneumatici, delle scorie di lavorazione e del traffico generato dagli autotreni per l'alimentazione dell'impianto. In sala erano presenti anche i rappresentanti del neo costituito Coor.di.te ovvero la sigla che riunisce le associazioni ambientaliste del territorio. Nonostante la disponibilità da parte dei proponenti nel dare risposta alle domande anche puntuali sul piano tecnico progettuale, i dubbi e le preoccupazioni sono rimaste.
L'iter autorizzativo, peraltro non ancora iniziato, si annuncia molto tortuoso. Sono intervenuto, durante l'incontro,  per spezzare una lancia a favore del Sindaco sottolineando il suo sforzo in termini di trasparenza e di coinvolgimento dei cittadini nel processo decisionale ma ho anche invitato l'impresa proponente a riconsiderare l'opportunità di proseguire con il progetto che, sulla base delle informazioni ad oggi disponibili, non sembra essere compatibile con una visione politica di territorio che punta sulla qualità dell'aria, sulle proprie eccellenze agroalimentari e paesaggistiche, sulla greeneconomy, in alternativa ad insediamenti industriali di tipo tradizionale. Ma lo scontro tra cittadini e imprese non è che la naturale conseguenza dell'incapacita' della politica di fare delle scelte chiara sulla prospettiva di sviluppo del territorio di fronte ai grandi cambiamenti sia culturali che economici degli ultimi anni.

Il commento di Giancarlo Locarni - Assessore Provinciale Lega Nord

Con questa missiva - scrive Giancarlo Locarni - vorrei tentare di riportare nella giusta fase di discussione, quanto avvenuto nelle settimane scorse sulla possibilità che si insediasse nella zona industriale di Casalino un'impianto di pirolizzazione (da non confondere con un'impianto di pirogassificazione). Senza entrare nel merito dei favorevoli o contrari al progetto, il quale non è ancora stato presentato negli appositi uffici competenti della Provincia di Novara, ci terrei a sottolineare come il Sindaco Ferrari abbia deciso di intraprendere un'azione conoscitiva presso la propria popolazione con degli incontri sul territorio, i quali si sono svolti qualche giorno addietro. Nel condividere i timori dell'ing. Tomei a riguardo non posso restare esente da ricordare che gli uffici provinciali in toto hanno una grande professionalità e se per qualsivoglia elemento che dovesse emergere, in negativo, in una possibile richiesta di V.I.A. ( valutazione d'impatto ambientale) non vi sarebbero esitazioni a spedire il progetto ( sempre se presentato) al mittente. La Provincia di Novara ha dimostrato con i fatti che le criticità sul territorio, se evidenziate tali, non hanno avuto un proseguo, basti pensare alla ricerca di idrocarburi sul territorio carpignanese o al tentativo, poi ritirato, di un'insediamento di discarica di materiale mono dedicato contenete amianto sul territorio di Barengo. Come consigliere provinciale e componente effettivo dell'osservatorio provinciale sui rifiuti, non ho mai preso le questioni ambientali a cuor leggero ma tanto meno sono partito con delle basi approssimative dei progetti o con dei preconcetti di fondo. La tematica ambientale rimane molto complessa è non si può pensare di sviluppare posizioni dal mattino alla sera ma è obbligatorio una seria, serena, disamina progetto per progetto onde evitare facili allarmismi nei cittadini. Apprezzo inoltre l'azione di chi come l'ing. Tomei, documentandosi, porta alla luce le criticità che si potrebbero verificare. Non apprezzo, come nel caso di un onorevole pentastellato, chi rilascia dichiarazioni per cavalcare il dissenso popolare, dimenticandosi ( o magari non conoscendo) che la prassi di quel progetto passa per una V.I.A provinciale e che con dichiarazioni avventate, a mio modesto parere, offende le professionalità provinciali dei dirigenti e funzionari preposti a tale valutazione. Concludo rassicurando chi ha timore nei progetti di futura presentazione che potrebbero avere delle criticità, che la Provincia di Novara continuerà nel solco tracciato fatto di grande professionalità e molto ma molto buon senso, non grida di al lupo al lupo ma concretezza nell'esaminare i progetti.

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Le serate informative continueranno nei prossimi mesi - fanno sapere dall'amministrazione comunale - per far luce sempre di più sul progetto e tranquillizare gli animi dei cittadini ma anche saperne la loro opinione.

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