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Cronaca

Comenius: un progetto scolastico che diventa esperienza di vita

Durante i mesi scorsi, gli alunni delle classi terze e quarte dell'Istituto Ravizza di Novara, hanno aderito al progetto di interscambio Comenius. A spiegarci i dettagli, Barbara Bianchi, curatrice del Progetto

Il progetto Comenius è un progetto di mobilità europea rivolto ai ragazzi delle scuole di secondo grado europee. A questo progetto hanno aderito diverse scuole italiane e della città. Noi di NovaraToday abbiamo incontrato la responsabile del progetto dell'Istituto Ravizza di Novara, Barbara Bianchi

Che cos'è Comenius?
Comenius è il progetto, giunto quest'anno all'ultimo anno con questo nome, di mobilità europea a 360° gradi, all'interno della comunità europea. Fa parte di un progetto più ampio di "Partenariato Multilaterale" con attività di appofondimento, stage e corsi non solo rivolti ai ragazzi ma anche agli insegnanti.

Qual'è il tema che si è sviluppato all'interno di Comenius?
Il titolo del progetto che abbiamo presentato era " Workit out" ed aveva un doppio valore: far imparare ai ragazzi quanto sia impotante tenere uno stile di vita sano, ma anche quello di abituarli ad una vita di contatti, incontri e perchè no, di responsabilità lontano da casa e al rispetto degli altri.

Come aveve scelto gli alunni che hanno preso parte al progetto?
Dopo aver stilato il progetto, lo abbiamo presentato, entro i tempi stabiliti, all'agenzia italiana che si occupava di approvare le idee delle singole scuole. Una volta che il progetto è stato approvato, abbiamo reclutato i nostri alunni con un apposito questionario, interno alla scuola, tra le classi terze e quarte per dare a tutti la possibilità di partecipare. Le domande del questionario erano volte a capire chi fosse veramente disposto a mettersi in gioco, chi a viaggiare e chi a ospitare una volta che il momento del viaggio toccava agli alunni delle scuole estere. Hanno presentato la domanda in 30 e tutti e trenta hanno dimostrato di poter prendere parte al progetto.

Comenius: un progetto scolastico che diventa

In termine di scambi e visite all'estero, quanti scambi avete fatto?
Durante i precendenti anni abbbiamo fatto due visite e durante quest'anno ben tre sono stati i momenti nei quali i ragazzi, sempre gruppi diversi, hanno avuto la possibilità di spostarsi e interagire con i colleghi di altri paesi

Durante il progetto come si sono comportati i ragazzi: hanno preso questo momento come un'opportunità?
I ragazzi durante il progetto si sono comportati davvero molto bene. Hanno partecipato attivamente sia nella fase di organizzazione che una volta arrivati nei vari paesi ospitanti. Hanno preso questa esperienza come volevamo la prendessero: un'opportunità di crescita e di insegnamento.

Quali insegnanti hanno seguito il progetto?
Il progetto è stato seguito oltre che da me, insegnante di Inglese, da una rete di professori di lingue e di sala che hanno organizzato tutta una seie di eventi nei giorni in cui gli studenti stranieri sono venuti da noi.

Quali sono state le attività nelle quali i ragazzi sono stati coinvolti nei paesi ospitanti e quali quelle nelle quali sono stati loro gli artefici del coinvolgimento degli studenti degli altri paesi?
Le attività sono state più o meno simili: in ogni paese i ragazzi dovevano cercare di presentarsi, presentare la loro cultura, le loro usanze alimentari. Ma anche far conoscere le bellezze del territorio e le opportunità che ci sono nel tempo libero in patria. Diverse sono state le attività proposte sia in Italia, sia nei paesi ospitanti: in Italia abbiamo organizzato una cena di condivisione a scuola, nella sede di Vignale. Abbiamo poi fatto visitare loro i posti più caratteristi della città grazie all'Atl e grazie all'Atl abbiamo ottenuto delle brochues che abbiamo portato noi all'estero per presentarci. E sempre in uno delle nostre visite, nei paesi ospitanti, abbiamo partecipato ad una piccola fiera, sempre all'interno del progetto, per presentarci. In quella occasione abbiamo ricreato un vero e proprio stand, allegando foto, portando deplians e prodotti caratteristici, come i tipici biscotti di Novara. Tra le diverse gite che abbiamo proposto qui in Italia: una giornata in  piscina grazie ad una collega che gestisce un centro a Oleggio.

Che impatto ha avuto sulla scuola e sui ragazzi questo progetto?
Sulla scuola ha avuto un impatto pubblicitario e di lustro non indifferente. E anche la scuola ha avuto il suo rientro, dato che per il progetto non è stato speso un euro a carico dell'istituto. Tutto quello che abbiamo fatto lo abbiamo fatto entrare nel budget, pevisto da chi ha indetto il bando. Qui mi sento di ringraziare i ragazzi che non hanno avuto pretese e che mi hanno aiutata a far quadrare i conti per tutte le iniziative.  Oltre al valore educativo e di responsabilità, questo progetto ha fatto soprattutto in modo che le conoscenza e i legami dei ragazzi si espandessero.  E non solo verso i compagni  conosciuti all'estero ma bensì anche con i compagni delle sedi staccate dell'Istituto stesso.

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