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Domenica, 25 Settembre 2022
Cronaca

Farmaci, l'Università del Piemonte Orientale coordina un convegno a Roma

"Combinazioni e sequenze in terapia: aspetti clinico-metodologici e farmaco-economici" è il titolo del convegno interdisciplinare coordinato a livello scientifico dal direttore del Dipartimento di Scienze del Farmaco di Novara

Confrontarsi per identificare strategie "sostenibili" che garantiscano indubbiamente il benessere del paziente ma, al tempo stesso, la tenuta sociale del sistema. È questo l’obiettivo del convegno interdisciplinare "Combinazioni e sequenze in terapia: aspetti clinico-metodologici e farmaco-economici", che vede coinvolti a Roma esperti del settore sanitario e farmaceutico, sotto l’egida di numerose società scientifiche e dell’Università del Piemonte Orientale.

L’Upo coordina a livello scientifico il convegno grazie al direttore del Dipartimento di Scienze del farmaco Pier Luigi Canonico.

In molte aree terapeutiche si stanno sviluppando associazioni di farmaci atte a incrementare l’efficacia e a ridurre la tossicità dei comuni trattamenti: l’attenzione viene focalizzata su aree particolarmente coinvolte in tale problematica, quali l’onco-ematologia, l’infettivologia (per quanto concerne le terapie antivirali) e la diabetologia.

"Le politerapie avranno in futuro un ruolo sempre più significativo nell’armamentario terapeutico del medico, soprattutto in considerazione degli indubbi vantaggi nelle prospettive e nella qualità di vita del paziente - spiega Pier Luigi Canonico -. Il convegno di oggi nasce da un’idea (condivisa con altri esperti del settore del mio Dipartimento, il prof. Armando Genazzani e il prof. Claudio Jommi) con lo scopo, vista la partecipazione dei massimi esperti del comparto salute, di analizzare e discutere il problema da un molteplice punto di vista e con un approccio multidisciplinare (dagli aspetti regolatori, a quelli dell’accesso del paziente alle terapie, alle problematiche farmaco-economiche e, soprattutto, alla rilevanza di ciò nella pratica clinica). Pertanto, in considerazione dell’elevato costo di molti delle singole componenti delle associazioni (alcune sicuramente innovative) e del fatto che spesso questi farmaci appartengono ad aziende farmaceutiche diverse, non si può non tenere in considerazione l’importanza dell’aspetto correlato alla sostenibilità economica dell’intero sistema sanitario nazionale".

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