Coronavirus, ecco cosa si può fare a Novara e nel Vco: il decreto punto per punto

Le limitazioni e i divieti dopo il decreto che include Novara e Vco nella "zona rossa"

Immagine di repertorio

Il decreto firmato dal presidente del consiglio l'8 marzo ha lo scopo di contenere il contagio da coronavirus. I punti sono molti, e ci sono ancora alcune perplessità su ciò che si può fare e non fare in provincia di Novara e nel Vco, che sono state incluse nelle zone interessate dal decreto.

Ecco spiegato, punto per punto, quali sono le restrizioni.

Coronavirus, chi si può spostare in provincia di Novara e nel Vco?

Il decreto firmato dal presidente del consiglio domenica 8 marzo recita che bisogna "evitare ogni spostamento delle persone fisiche in entrata e in uscita" dalle zone interessate dal provvedimento, tranne che per "spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero spostamenti di salute".

Il modulo da compilare per l'autocertificazione

Quindi ci si può spostare verso altre province ma i viaggi dovranno essere motivati da esigenze lavorative, con certificazioni, o situazioni di necessità oppure per motivi di salute.

All'interno della provincia ci si può spostare, non è espressamente vietato, ma è caldamente consigliato di evitare di allontanarsi dai comuni di residenza se non per lavoro, motivi di salute (visite mediche, esami o terapie), per recarsi in farmacia o fare la spesa. 

Si può dunque uscire di casa per fare una passeggiata, ma è sconsigliato frequentare luoghi affollati, come centri commerciali e parchi con molta gente. Meglio evitare i contatti anche con parenti e amici che non abitino nella stessa casa, soprattutto se anziani o malati. 

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Chi deve rimanere a casa?

Il decreto è chiaro anche su questo punto. Non possono allontanarsi da casa solo le persone sottoposte a quarantena (cittadini risultati positivi al virus).

Non solo, a chiunque presenti febbre (maggiore di 37,5) e infezione respiratoria "è fortemente raccomandato di rimanere presso il proprio domicilio e limitare al massimo i contatti sociali, contattando il proprio medico".

Ci sono posti di blocco sulle strade?

Non ci sono dei veri e propri posti di blocco, ma ci saranno controlli delle forze di polizia che verificheranno il rispetto delle limitazioni della mobilità. Gli accertamenti avverranno lungo le linee di comunicazione e le grandi infrastrutture del sistema dei trasporti, quindi lungo le strade principali, nelle stazioni e negli aeroporti.

"Per quanto riguarda la rete autostradale e la viabilità principale, la polizia stradale procederà ad effettuare i controlli acquisendo le prescritte autodichiarazioni — si legge nella direttiva del ministro dell'Interno Lamorgese ai prefetti —. Analoghi servizi saranno svolti lungo la viabilità ordinaria anche dall’Arma dei carabinieri e dalle polizie municipali".

Dal ministero fanno sapere che "La veridicità dell’autodichiarazione potrà essere verificata anche con successivi controlli".

Cosa rischia chi viola le limitazioni?

Chi viola le limitazioni agli spostamenti (a meno che non si possa configurare un'ipotesi di reato più grave) rischia una denuncia per inosservanza di un provvedimento di un’autorità, articolo 650 del codice penale. In sostanza arresto fino a tre mesi o un'ammenda fino a 206 euro.

Bar e ristoranti sono aperti?

Secondo il decreto bar e ristoranti possono restare aperti solo dalle 6 alle 18 ma con la regola di lasciare almeno un metro di distanza tra i clienti. Chiunque violi le prescrizioni è punito con la sospensione dell'attività. É consentita la consegna di cibo a domicilio, anche dopo le 18, per i locali che hanno un servizio di food delivery. 

Pub, discoteche, palestre, piscine, scuole di ballo, sale giochi e scommesse dovranno rimanere chiusi. Stessa disposizione per cinema, teatri e stazioni sciistiche. Possono rimanere aperti parrucchieri ed estetisti, ma non centri benessere.

Negozi aperti o chiusi?

Tutti gli esercizi commerciali possono rimanere aperti purché garantiscano l'accesso contingentato e la distanza di un metro tra i clienti. Nei giorni prefestivi e festivi, invece, i grandi punti vendita nelle grandi e medie strutture dei centri commerciali dovranno rimanere chiusi.  Sono aperti sempre invece i supermercati, nel rispetto della distanza di un metro tra i clienti, e saranno sempre riforniti. Non c'è alcun problema di approvvigionamento, le merci continuano a circolare normalmente. Si consiglia che un solo componente del nucleo familiare si rechi a fare la spesa, per evitare affollamento. 

Nei festivi e prefestivi i mercati sono consentiti solo nella sezione alimentari e nei giorni feriali va garantita la distanza di almeno un metro. 

Il trasporto pubblico funziona?

Treni e autobus circolano regolarmente: vige sempre la regola di spostarsi solo per necessità lavorative o mediche. Sui mezzi di trasporto resta valido il metro di distanza tra un passeggero e l'altro.

Anche gli aeroporti non saranno chiusi e non c'è un blocco di transito delle merci. I passeggeri in partenza, tuttavia, "saranno sottoposti al controllo, oltre che del possesso del titolo di viaggio, anche della prescritta autocertificazione. Analoghi controlli verranno effettuati nei voli in arrivo nelle predette aree. Restano esclusi i passeggeri in transito", ha precisato il ministro dell'interno Lamorgese.

Quando riapriranno le scuole?

Tutte le scuole di ogni ordine e grado rimarranno chiuse agli studenti almeno fino al 3 aprile. Molti istituti si sono già attivati per la didattica a distanza, mentre le scuole sono state igienizzate dal personale Ata nei giorni scorsi. 

Si possono fare eventi e manifestazioni sportive?

Secondo quanto si legge nel decreto "sono sospesi gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, in luoghi pubblici o privati".

È consentito "lo svolgimento dei predetti eventi e competizioni, nonché delle sedute di allenamento degli atleti professionisti e atleti di categoria assoluta che partecipano ai giochi olimpici o a manifestazioni nazionali o internazionali, all’interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse, ovvero all’aperto senza la presenza di pubblico. In tutti tali casi, le associazioni e le società sportive, a mezzo del proprio personale medico, sono tenute ad effettuare i controlli idonei a contenere il rischio di diffusione del virus COVID-19 tra gli atleti, i tecnici, i dirigenti e tutti gli accompagnatori che vi partecipano".

Si possono fare visite mediche ed esami?

Già dalla scorsa settimana l'ospedale Maggiore di Novara, l'Asl di Novara e gli ospedali del Vco hanno sospeso visite ed esami non urgenti.

Le prestazioni ambulatoriali programmate e differibili (classi D e P), mentre verranno rispettate le prenotazioni in classe U e B (urgenti e brevi). Sono sospese anche le prestazioni in libera professione.

Tutte le prestazioni legate a processi già avviati e non rinviabili (ad esempio rimozione punti, rimozione gessi, controlli di studi clinici, follow-up) sono garantite. Allo stesso modo sono assicurate le prestazioni legate a patologie il cui trattamento non è differibile: ad esempio malattie oncologiche, chemioterapie, radioterapie, dialisi.

Le messe e le celebrazioni sono consentite?

Sono sospese le celebrazioni, civili e religiose, compresi i funerali e i matrimoni. Per i funerali ci sarà solo la tumulazione della salma con la benedizione all'aperto nel cimitero, a cui possono partecipare solo i familiari. 

La diocesi di Novara precisa che sono sospese "tutte le celebrazioni delle sante Messe, festive e feriali, le altre celebrazioni liturgiche, riunioni di preghiera e pii esercizi quaresimali". I luoghi di culto restano aperti, per la preghiera personale, rispettando la regola del metro di distanza.

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Il Comune di Novara ha deciso anche, in via precauzionale, di chiudere il cimitero.

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