Coronavirus, firmato il nuovo decreto: stop alle attività produttive non necessarie fino al 3 aprile

Le disposizioni del provvedimento saranno in vigore a partire da lunedì 23 marzo. Restano aperti i supermercati

Il centro di Novara dopo l'entrata in vigore delle misure contenitive del Governo

Dopo l'annuncio in diretta di sabato sera, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha firmato nella serata di oggi, domenica 22 marzo, il nuovo decreto che sospende tutte le attività produttive non necessarie.

Nel testo del provvedimento si legge che sono sospese tutte le attività produttive industriali e commerciali, ad eccezione di quelle ritenute necessarie ed essenziai. Non sono invece sospese le attività professionali, per cui restano ferme le previsioni previste dal Dpcm dell'11 marzo. 

Il testo del nuovo decreto

Restano sempre consentite anche le attività che sono funzionali ad assicurare la continuità delle filiere delle attività che possono continuare la produzione, nonchè dei servizi di pubblica utilità e dei servizi essenziali. Inoltre, è sempre consentita l'attività di produzione, trasporto, commercializzazione e consegna di farmaci, tecnologia sanitaria e dispositivi medico-chirurgici nonchè di prodotti agricoli e alimentari. Sono consentite anche le attività degli impianti a ciclo produttivo continuo, previa comunicazione al Prefetto.

Coronavirus, l'annuncio di Conte: chiusa ogni attività produttiva non necessaria

Il provvedimento specifica ancora che le imprese le cui attività non sono sospese rispettano i contenuti del protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus negli ambienti di lavoro sottoscritto il 14 marzo fra il Governo e le parti sociali, e che le imprese le cui attività sono sospese per effetto del presente decreto completano le attività necessarie alla sospensione entro il 25 marzo 2020, compresa la spedizione della merce in giacenza.

Nel decreto si richiama anche l'ordinanza dei Ministeri della Salute e dell'Interno che vieta il trasferimento da un comune all'altro, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza o per motivi di salute.

Le disposizioni del decreto producono effetto dalla data del 23 marzo e sono efficaci fino al 3 aprile. Le misure si applicano, cumulativamente a quelle previste dal Dpcm dell'11 marzo nonché a quelle previste dall'ordinanza del ministro della Salute del 20 marzo i cui termini di efficacia, già fissati al 25 marzo, sono entrambi prorogati al 3 aprile.

La lista delle attività e dei settori che continueranno ad operare

E' di 80 voci l'elenco delle attività che continueranno a rimanere aperte. L'allegato al Dpcm precisa che continueranno a essere consentita anche attività legate alle famiglie, dalle colf e badanti conviventi ai portieri nei condomini. Resteranno in funzione l'intera filiera alimentare per bevande e cibo, quella dei farmaci e dei dispositivi medico-sanitari e della farmaceutica e, tra i servizi, benzinai, edicole e tabaccai. La lista potrà essere aggiornata con decreto del Mise sentito il Mef.

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Restano quindi operative l'industria delle bevande, le industrie alimentari, la filiera agro-alimentare e zootecnica, l'industria tessile ma solo legata strettamente agli indumenti di lavoro (escluso l'abbigliamento), e poi anche determinate attività legate all'idraulica, all'installazione di impianti elettrici e di riscaldamento. Non si fermano le attività di raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti, né la pulizia e il lavaggio delle aree pubbliche. Con molte limitazioni già presenti nelle scorse settimane restano operative le attività bancarie e postali (corrieri operativi). Restano aperti gli studi di avvocati, notai, commercialisti, ingegneri, architetti. Non si fermano infine il trasporto ferroviario di merci, il trasporto terrestre di passeggeri in aree urbane e suburbane e il trasporto di merci su strada. 
 

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