Coronavirus, il piano di emergenza della rete ospedaliera piemontese

Sarà l'ospedale di Tortona il primo "Covid Hospital" del Piemonte. L'annuncio dell'assessore regionale alla Sanità

Foto di repertorio

Sarà l’ospedale di Tortona il primo "Covid Hospital" del Piemonte. Lo ha annunciato l’assessore regionale alla Sanità Luigi Icardi nel corso della conferenza stampa di ieri, martedì 3 marzo, all’Unità di crisi del Piemonte per fare il punto sulla diffusione del contagio e le misure di contenimento del virus in Piemonte.

Secondo quanto comunicato dalla Regione in una nota stampa, l’ospedale di Tortona è stato interessato in questi giorni da un caso di contagio di "coronavirus Covid-19", per cui risultano posti in osservazione alcuni sanitari e chiuso il pronto soccorso. Una situazione che ha suggerito all’Unità di crisi del Piemonte di indicare proprio questo ospedale come struttura interamente riservata al ricovero di pazienti contagiati dal virus in tutto il Piemonte, rispondendo a quanto era stato espressamente richiesto dal Ministero della Salute.

Nei prossimi giorni, quindi, i pazienti attualmente ricoverati all’ospedale di Tortona verranno gradualmente trasferiti in altre strutture, in modo da consentire l’utilizzo esclusivo di tutti i reparti per l’emergenza coronavirus.

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L’assessore regionale alla Sanità ha quindi illustrato il piano complessivo di organizzazione della rete ospedaliera regionale dedicata all’emergenza coronavirus: in totale, al momento sono disponibili 64 posti di rianimazione e 88 posti di post-acuzie.

In particolare, sono coinvolte le strutture ospedaliere di Cuneo Carle (5 rianimazione e 30 infettivi), Vercelli (12 terapia intensiva e 11 infettivi), Asti (17 terapia intensiva e 16 infettivi), Tortona (21 rianimazione, 21 degenza), Casale (20 nuovi posti malattie infettive per ricevere i pazienti non covid provenienti dalle altre strutture).

In questo modo, ha rilevato l’assessore Icardi, "il Piemonte è pronto ad affrontare un eventuale peggioramento della situazione, ritenuto peraltro probabile dalle proiezioni degli epidemiologi regionali".

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Intanto, per contenere la diffusione del virus, l’assessore regionale e il coordinatore dell’Unità di crisi hanno chiesto la collaborazione di tutti i cittadini piemontesi, invitandoli a rispettare le norme di prevenzione e a limitare al minimo indispensabile le uscite in luoghi di assembramento.

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"Comportamenti responsabili da parte della popolazione - spiegano dalla Regione - aiutano a mitigare l’impatto dell’onda lunga dei contagi sulle preziose risorse del Servizio sanitario nazionale. Minore sarà il numero dei casi affrontati dagli operatori degli ospedali e meglio questi potranno essere affrontati e curati, salvaguardando le preziose (e non infinite) risorse della Sanità".

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