Coronavirus, primo decesso in Piemonte. La Regione: "Accertamenti sulle cause della morte"

Si tratta di un uomo di 80 anni, cardiopatico, ricoverato all'ospedale di Tortorna, risultato positivo al test sul "coronavirus Covid-19"

Foto di repertorio

Mentre si attendono le conferme dell'Istituto superiore di sanità sugli oltre 100 casi positivi in Piemonte, dalla Regione hanno comunicato che nella mattina di ieri, mercoledì 4 marzo, è morto all’ospedale di Tortona un uomo di 80 anni, cardiopatico, ricoverato nel reparto di Medicina, risultato positivo al test sul "coronavirus Covid-19".

Sono però in corso, sottolineano dall'Ente, gli accertamenti per definire le cause del decesso, anche tenendo conto che l’uomo non era ricoverato in Rianimazione.

Intanto, durante la conferenza stampa di ieri, mercoledì 4 marzo, a Torino, l'assessore regionale alla Sanità Luigi Icardi ha spiegato che la chiusura delle scuole e l'isolamento sanitario sono le misure di mitigazione più efficaci per ridurre il tasso di attacco dell’epidemia.

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Icardi ha anche illustrato i risultati dei modelli epidemiologici redatti su base scientifica e raccolti dallo stesso assessorato. Dai grafici presentati dall’assessore è emerso che quanto più tardi si attua l’intervento di contenimento sociale, tanto più questo perde di efficacia.

"L’applicazione immediata - si legge nella nota stampa della Regione - di tutte le misure di contenimento (sospensione del lavoro in sede, chiusura delle scuole e isolamento di almeno il 90% dei contagiati) entro le prime due settimane dalla scoperta dell’epidemia, riesce sostanzialmente a contenerla quasi del tutto, ma, più realisticamente, quando questo non è possibile, esistono alcune misure più efficaci di altre, quali, appunto, la chiusura delle scuole e l’isolamento dei contagiati. Le stesse misure, se applicate dopo tre settimane dall’inizio dell’epidemia, risultano decisamente meno efficaci, per diventare sostanzialmente inutili se applicate dopo la quinta settimana".

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L’assessore ha quindi esortato la popolazione a collaborare con il Sistema sanitario nazionale, attraverso il rigoroso rispetto delle norme igieniche, la limitazione il più possibile delle interazioni sociali non strettamente necessarie e l’uso consapevole e appropriato degli accessi ospedalieri.

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