Coronavirus, due casi positivi tra i vigili del fuoco di Novara e Torino

La denuncia dei sindacati, che chiedono l'istituzione di "un protocollo che preveda l'effettuazione del tampone, possibilmente a cadenza periodica, o di altre attività tali da certificare la negatività al Covid-19 per tutti i vigili del duoco"

Foto di repertorio

Due casi positivi al coronavirus tra i vigili del fuoco di Novara e Torino. E' la denuncia fatta dai sindacati piemontesi in un comunicato stampa, in cui si chiedono più misure per il contrasto alla diffusione del virus nei comandi dei vigili del fuoco.

"Ci risulta - si legge nella nota stampa firmata da Conapo, Cisl Fp, Uil Pa, Cgil Fp, Usb - che in alcuni Comandi provinciali Vvf della regione si siano già registrati alcuni casi di positività. E’ notizia di stamattina (venerdì 20 marzo, ndr) che un componente effettivo al Comando di Novara, così come anche al Comando di Torino, siano risultati positivi al tampone, costringendo i Comandanti locali a isolare tutte le persone in stretto contatto, ad effettuare le procedure di bonifica dei locali e, a predisporre, immediatamente, per il Comando di Novara, la sostituzione in tronco del turno (attualmente in quarantena) che era stato a stretto contatto con il collega infetto. Temiamo che, con il passare del tempo, queste misure drastiche, ma necessarie, che dovranno essere attuate, moltiplicate per le altre sedi regionali potrebbero portare al collasso in poco tempo dell’operatività dei vigili del fuoco su tutto il territorio del Piemonte".

"In questo difficile momento per la storia della nostra nazione - si legge ancora nel comunicato - è sotto gli occhi di tutti l’incredibile lavoro messo in atto dagli operatori sanitari del Piemonte, a cui si riconosce l’encomiabile opera che incessantemente stanno svolgendo. Così come è altresì innegabile che lo sforzo profuso dai vigili del fuoco, dalle forze di polizia, polizia locale, forze armate e volontari della Protezione civile sia assolutamente altrettanto prezioso al fine di collaborare e limitare, per quanto possibile, la diffusione del virus. Tutti questi operatori, ciascuno nel proprio ruolo, garantiscono il soccorso e la sicurezza della popolazione avendo necessariamente numerosi contatti con i cittadini e con i colleghi stessi. È di tutta evidenza la necessità di preservare l’apparato del soccorso e della sicurezza pubblica onde evitare di dover mettere in 'quarantena' intere articolazioni e, per questo motivo, si ritiene indispensabile non solo adottare le dovute tutele nei confronti di tutto il personale, ma anche effettuare un continuo monitoraggio dello stesso data la natura particolare del nostro lavoro che ci pone quali soggetti altamente a rischio di contagio da agenti patogeni".

I sindacati regionali dei vigili del fuoco chiedono quindi che "venga istituito, in tempi brevissimi, un protocollo che preveda l’effettuazione del 'tampone', possibilmente a cadenza periodica, o di altre attività tali da certificare la negatività al Covid-19 per tutti i vigili del fuoco, compreso personale volontario e amministrativo, che prestano servizio in Piemonte, in modo da poter garantire che i soccorritori non si trovino, loro stessi, ad essere diffusori inconsapevoli del virus verso la popolazione inerme ed inoltre al fine di permettere l’immediato isolamento dei soggetti asintomatici".

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Novara, aereo vola basso sulla città: ecco il perchè

  • Coronavirus, da domenica il Piemonte è zona arancione: cosa è consentito fare

  • Incidente sul lavoro a Novara: morto un operaio di 36 anni

  • Coronavirus, Cirio: "Per l'1 o il 3 dicembre il Piemonte sarà in zona arancione"

  • Bambino di 4 anni colpito al volto dal calcio di un cavallo

  • Nuovo Dpcm Natale 2020: le regole allo studio per pranzi, cene e parenti

Torna su
NovaraToday è in caricamento