Ponte crollato a Romagnano: si usa la linea Santhià-Arona. Cirio commissario straordinario per la ricostruzione

La regione ha individuato come soluzione temporanea l’utilizzo del ponte ferroviario dismesso della linea Santhià-Arona

Ponte di Romagnano

Ponte crollato a Romagnano: per ora si userà la linea Santhià-Arona. Dopo il sopralluogo di martedì scorso, proprio a ridosso dell’alluvione, il Genio militare ed Rfi hanno concluso le analisi necessarie per capire se si potesse eventualmente utilizzare il ponte ferroviario dismesso della linea Santhià-Arona come infrastruttura provvisoria in attesa della ricostruzione di quello crollato. Ricevuta la confermata della possibilità di porre delle adeguate coperture sui binari in modo da renderlo percorribile dagli automezzi, la Regione Piemonte si è immediatamente attivata per avviare i lavori.

Come è stato sottolineato da più parti l’utilizzo del ponte ferroviario deve essere una soluzione di carattere provvisorio nell’attesa della ricostruzione del ponte di Romagnano Sesia. La ricostruzione di questo ponte, inoltre, viaggia di pari passo quello di Ghemme, legato alla realizzazione della Pedemontana, opera già finanziata. «Questi due ponti – ricorda l’assessore Gabusi - sono tra le opere più importanti e più urgenti di questo momento. L’idea della Regione Piemonte è quella di chiedere al governo un Commissario straordinario per entrambe le opere. Questo ci consentirebbe di metterne al sicuro la realizzazione e di poter contare sul rispetto del cronoprogramma che stabiliremo. Auspichiamo perciò di incontrare il ministro De Micheli nell’arco di pochissimi giorni». 

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Intannto il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio è stato nominato dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli commissario straordinario per la ricostruzione del ponte. A esprimere soddisfazione il presidente della Provincia Federico Binatti e il consigliere delegato Marzia Vicenzi: "La notizia segna un ulteriore passo lungo la strada tracciata il 18 ottobre durante la riunione che si è tenuta, a Torino, insieme con lo stesso Governatore del Piemonte e l’assessore ai Lavori pubblici Marco Gabusi. I contatti stabiliti con il ministro da parte del parlamentare Enrico Borghi hanno rafforzato una precisa richiesta rispetto a una necessità che, peraltro, era già emersa durante il sopralluogo sui luoghi dell’alluvione da parte della Regione e della Provincia il 5 ottobre, un richiesta che era stata immediatamente formulata al Ministero anche dal presidente Cirio e dall’assessore Gabusi al termine della riunione del 18 ottobre. I passi mossi congiuntamente dal mondo istituzionale del Novarese e del Piemonte, che in queste settimane sono stati costantemente a contatto con i Comuni e con la popolazione dei luoghi colpiti dall’alluvione, hanno portato a un risultato che ci fa ben sperare per la rapidità dei tempi e per le modalità con le quali l’opera sarà realizzata. Oggi abbiamo prospettive molto chiare e garanzie sull’evoluzione dell’iter del ponte di Romagnano, intervento rispetto al quale in queste settimane abbiamo lavorato senza sosta, come anche per quello del ripristino del ponte della ferrovia, a favore delle imprese e della popolazione, per risolvere temporaneamente i problemi della viabilità. Possiamo dire - hanno concluso - che a vincere è stata davvero la forza del territorio novarese e del Piemonte".

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