Cronaca

Dall'ospedale Maggiore un progetto per curare i malati di epatite C

É nato NO-Hep, un nuovo progetto di gestione dei pazienti con epatite C con lo scopo di eradicare questa malattia dal novarese

A Novara nasce NO-Hep, un nuovo progetto di gestione dei pazienti con epatite C.

Questa malattia è un’infezione causata da un virus (HCV), scoperto nel 1989, trasmesso principalmente attraverso il sangue infetto. Nella grande maggioranza dei casi (70-85%), l’infezione diventa cronica, evocando una risposta infiammatoria che nel tempo può portare alla cirrosi epatica e alle sue complicanze, l’epatocarcinoma e l’ipertensione portale. Oggi grazie all’avvento di nuovi farmaci è un’infezione facilmente debellabile in tempi relativamente rapidi (tra 8 a 24 settimane) e con un eccellente profilo di tollerabilità.

Purtroppo queste terapie hanno un costo notevole che preclude per ora la possibilità di proporne l’uso a tutte le persone con infezione, nonostante sia chiaro che il trattamento precoce dell’epatite C non solo salvi vite ma generi risparmio sui costi sanitari. Le scelte delle competenti autorità sono state volte a individuare categorie di pazienti HCV-positivi con massima urgenza del trattamento: essi soli hanno diritto a ricevere il trattamento con costi a carico del Sistema Sanitario. Inoltre, in una Sanità regionalizzata come quella italiana, solo un numero limitato di Centri autorizzati dalla propria Regione possono prescrivere queste terapie. Entro poche settimane dovrebbero essere ampliati i criteri di selezione anche alle categorie di pazienti con malattia meno avanzata.

Ecco perché, considerando la portata di questi eventi e le conseguenti ripercussioni in ambito socio-sanitario, è nata l’esigenza di una stretta collaborazione tra Asl e azienda ospedaliero-universitaria di Novara. Compito del medico di base è quello di individuare le persone infette dal virus dell’epatite C, considerando le categorie a rischio alla luce storia naturale della malattia e delle modalità di trasmissione (tossicodipendenti, emostrafsusi o trapiantati prima del 1992, pazienti con persistente alterazione delle transaminasi). Il medico di base dovrà dunque proporre ai propri assistiti ritenuti a rischio,  un semplice esame del sangue che individua la presenza degli anticorpi per l’epatite C, quindi se positivi ricercare la presenza del genoma del virus (HCV RNA). Una volta individuato il paziente con infezione cronica, il medico di medicina generale dovrà riferirlo attraverso un email al Centro Prescrittore, che si farà carico del paziente e si occuperà di stadiare la malattia, caratterizzarla e trattare l’infezione nel caso il paziente rientrasse nei criteri di prescrivibilità dei farmaci.  Una volta eradicata l’infezione, il paziente tornerà ad essere seguito dal proprio medico di base secondo i controlli periodici e con le tempistiche indicate dallo specialista.

NO-Hep è un progetto con l’ambizioso ma ormai possibile obiettivo di eradicare l’infezione dell’epatite C nel territorio di Novara e provincia, che vede indispensabile una stretta collaborazione tra territorio e ospedale.

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Dall'ospedale Maggiore un progetto per curare i malati di epatite C

NovaraToday è in caricamento