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La conferenza stampa in Procura

La conferenza stampa in Procura

Delitto della Bicocca, il fratello aveva con sè coltello e abiti di ricambio

Massimiliano Tomasoni si trova ora in carcere, dopo aver confessato l'omicidio della sorella. Le prove indiziarie a suo carico sono schiaccianti

Si trova in carcere l'assassino di Maria Rita Tomasoni, la donna che è stata uccisa con oltre 23 coltellate nella sua abitazione di via Cavallari lo scorso 9 novembre.

A uccidere la donna è stato il fratello Massimiliano, 47 anni, che ieri ha confessato. Il sostituto procuratore Nicola Serianni ha però specificato che "l'ordinanza di custodia cautelare era stata richiesta già mercoledì. Nel frattempo il fratello è stato informato di essere indagato e questo lo ha indotto a confessare". 

A portare gli inquirenti a sospettare di Massimilano Tomasoni c'erano numerosi indizi: tanto per cominciare nascoste nella sua auto sono state trovate delle banconote e poi, sempre nell'auto, è stata trovata una macchia di sangue. Manca ancora qualche accertamento da parte del Ris di Parma, ma è quasi certo che sia il sangue che il denaro saranno ricollegabili a Maria Rita.

"Abbiamo ricostruito i movimenti dell'indagato - ha spiegato Serianni - grazie alle celle telefoniche e alle telecamere di videosorveglianza. Una di queste le ha ripreso a 300 metri dal luogo del delitto 7 minuti dopo che era stata commessa l'aggressione. Inoltre sulle sue braccia ci sono dei segni, molto lievi, che indicano che la vittima ha cercato di difendersi, anche se non violentemente". 

C'è ancora il dubbio sulla premeditazione: è risultato chiaro, infatti, che Tomasoni aveva portato con sè il coltello e gli abiti di ricambio, perfino le scarpe. "Nella confessione ha spiegato - ha proseguito il sostituto procuratore - che il coltello, una lama di una decina di centimetri, lo porta sempre con sè. Per i vestiti ha cercato di sminuire, dicendo che li aveva portati nel caso in cui fosse successo qualcosa". Ieri i carabinieri si sono recati con lui al cassonetto dove lui dice di averli buttati, lungo il tragitto verso la sua casa a Cassolnovo, ma non sono stati ritrovati, essendo passati più di 15 giorni. 

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