Sabato, 12 Giugno 2021
Cronaca

Sanità, al Maggiore un nuovo strumento per la valutazione delle patologie epatiche

Grazie al sostegno economico della Fondazione Bpn per il territorio, alla Struttura complessa di Medicina interna è arrivato il nuovo modello di FibroScan

L'ospedale Maggiore di Novara

L'ospedale Maggiore di Novara sempre più tecnologico e all'avanguardia. E' stata infatti presentata nei giorni scorso la nuova apparecchiatura acquisita grazie al sostegno economico della Fondazione Banca Popolare di Novara per il territorio.

Si tratta del nuovo modello di FibroScan, uno strumento che permette la valutazione non invasiva della fibrosi epatica attraverso la misura della rigidità del tessuto epatico. La nuova apparecchiatura è a disposizione della Struttura complessa a direzione universitaria di Medicina interna 1, diretta la professor Mario Pirisi.

"La donazione della Fondazione Bpn - ha commentato il commissario del Maggiore - rientra nell'ambito del progetto 'Nuove tecnologie ed attività d'eccellenza nell'azienda ospedaliero universitaria di Novara', che in oltre dieci anni ha destinato all'ospedale risorse superiori a 6 milioni di euro".

"Impedire che i pazienti del nostro territorio - ha sottolineato il presidente della Fondazione Bpn Franco Zanetta - siano costretti a rivolgersi per prestazioni specialistiche a centri sanitari al di fuori della regione è uno degli obiettivi fondamentali dell’impegno della Fondazione a fianco dell’azienda diretta dal dott. Mario Minola. A questo si aggiunge la valorizzazione delle competenze professionali del personale medico chiamato dalla direzione ad operare nella struttura novarese".

Il FibroScan è un’ apparecchiatura che sfrutta una tecnologia di recente introduzione (l’elastografia epatica) che consente di definire, con elevata precisione, le patologie epatiche e gli esiti degli eventuali interventi chirurgici relativi. In questo modo è possibile fornire, grazie al lavoro sinergico delle equipe medica e chirurgica, rispettivamente guidate dal professor Mario Pirisi e dal dottor Raffaele Romito, una risposta risolutiva appropriata e aggiornata alle più importanti patologie epatiche, di cui l’ospedale di Novara è l’unico punto di riferimento per tutto il Piemonte orientale.

Come funziona? Secondo quanto spiegato dal professor Pirisi, l’elastometria epatica che si esegue mediante FibroScan è una metodica semplice, oggettiva, rapida ed indolore (consiste nell’appoggiare la sonda in uno spazio tra le coste ed acquisire alcune misurazioni); inoltre, testa un volume di fegato superiore a quello ottenuto tramite la biopsia epatica. Ha una dimostrata utilità nella diagnosi di cirrosi, così come nel predire l’insorgenza della sua principale complicanza (l’ipertensione portale, vale a dire un aumento nella pressione della vena che porta il sangue al fegato) e il conseguente scompenso della malattia epatica.  L’elastometria epatica è inserita nel percorso diagnostico del paziente affetto da epatite cronica C e B per la valutazione della severità di malattia ed è uno strumento utile nel percorso diagnostico e stadiativo anche di epatopatie croniche non virali, come la malattia da fegato grasso non alcolica. 

Il nuovo FibroScan in dotazione presso Medicina interna 1 dispone di due sonde (sonda M per i pazienti normopeso o in lieve sovrappeso e sonda XL per i pazienti obesi); inoltre, è dotata della possibilità di fornire una misura quantitativa di attenuazione (Cap, parametro di attenuazione controllata) che correla con la presenza di grasso (steatosi) nel fegato, sullo stesso tessuto su cui misura contemporaneamente la stiffness. Questo aspetto è particolarmente importante per i pazienti affetti dalla comunissima malattia da fegato grasso non alcolica, nella quale la Cap consente di valutare nel tempo la risposta ad un programma di dieta ed esercizio fisico (e, in futuro, ai nuovi farmaci in arrivo per questa condizione).

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