Domenica, 25 Luglio 2021
Cronaca

Promettono 27 milioni di finanziamenti mai concessi: nei guai anche finto mediatore creditizio novarese

Operazione della guardia di Finanza di Pescara. Quattro in tutto i soggetti indagati

Si fingevano mediatori creditizi e promettevano finanziamenti che non venivano però mai concessi. I finanzieri del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Pescara hanno eseguito nella prima mattinata di oggi, venerdì 11 dicembre, un’ordinanza di applicazione della misura cautelare emessa dal Gip presso il Tribunale di Novara nei confronti di 4 persone di Novara, Bresso, Francavilla al Mare e San Salvo.

Il provvedimento, in questo caso l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, è l’esito di complesse indagini eseguite dalle Fiamme Gialle di Pescara e comunicate per competenza territoriale alla Procura della Repubblica di Novara, che ha contestato agli indagati il reato di associazione a delinquere con la finalità di commettere delitti di abusiva attività di mediazione creditizia, truffa pluriaggravata e sostituzione di persona.

Secondo quanto ricostruito dai finanzieri, gli indagati, non iscritti nell’elenco dei mediatori creditizi e in totale assenza delle abilitazioni di legge, hanno esercitato abusivamente nei confronti di una vasta platea di clienti (almeno 133 le vittime finora accertate) l’attività di mediazione creditizia promettendo finanziamenti, in realtà mai concessi, per un importo complessivo di quasi 27 milioni di euro.

In particolare, i quattro finti mediatori creditizi, nel proporre e promettere finanziamenti, richiedevano in acconto alle vittime, con artifizi e raggiri, sostanziosi importi a titolo di anticipazioni di spese di gestione, utilizzando documentazione bancaria artefatta e falsi contratti
assicurativi e spendendo, in diverse occasioni, la denominazione di veri istituti di credito Svizzeri e della Repubblica Ceca nonché quello di una nota compagnia assicurativa.

"Il sistema degli illeciti era ben collaudato - si legge in una nota stampa della guardia di finanza abruzzese - poiché gli indagati, con la finalità di ostacolare la privata difesa delle vittime e di assicurare gli ingiusti profitti realizzati, hanno interposto una società di diritto elvetico, formalmente rappresentata da un cittadino svizzero, ma, di fatto, a loro riconducibile".

Al termine delle indagini, è stato quantificato in 540475 euro l’illecito profitto derivante dall’attività di mediazione creditizia abusiva commessa in diverse regioni del territorio nazionale.

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