Giorno del Ricordo: blitz notturno di Gioventù Italiana Novara

Alcuni membri del movimento giovanile del partito La Destra di Francesco Storace hanno esposto uno striscione nel sottopassaggio adiacente al centro commerciale Ipercoop in onore dei Martiri delle Foibe

“Foibe: io non scordo! Partigiani titini infami assassini”.

E' questo quello che si legge sullo striscione esposto nella notte scorsa da Gioventù Italiana Novara nel sottopassaggio adiacente al centro commerciale Ipercoop di San Martino.

Il movimento giovanile novarese, legato al partito La Destra di Francesco Storace, si è reso protagonista di un altro blitz notturno, questa volta per ricordare i Martiri delle Foibe.

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"Un'azione - commentano dal movimento - compiuta per ricordare gli oltre 20mila italiani uccisi dai partigiani comunisti del comandante Tito e abbattere il muro del silenzio mediatico. Gioventù Italiana Novara chiede giustizia per le vittime perché la verità non può essere 'infoibata'. Infatti, nonostante vi sia una legge dello stato che indica il 10 febbraio come Giorno del Ricordo in onore delle vittime italiane delle Foibe e dell’esodo delle popolazioni di Istria, Fiume e Dalmazia, vi è ancora chi vergognosamente chi cerca di nascondere questa tragedia. Ma si deve comprendere che non ci sono morti di seria A e morti di serie B".

"E’ scandaloso poi che nel 2012 ci siano ancora professori - hanno aggiunto i giovani della Destra novarese - che evitino accuratamente di raccontare il dramma delle foibe agli studenti oppure, quando lo fanno, che giustifichino questi delitti comunisti vergognosi facendoli passare come un regolamento di conti derivanti dall’occupazione italiana nei territori jugoslavi. Inoltre non possiamo più sopportare chi nelle scuole continua a formare i giovani con certe ideologie liberticide che nella storia si sono rese protagoniste solo di crimini terribili".
 
"Queste vicende sono rimaste nascoste per oltre sessant’anni - hanno concluso i giovani del movimento -, ora Gioventù Italiana e La Destra chiedono ancora al Governo italiano di attivarsi per riaprire i processi contro chi si è macchiato le mani del sangue dei nostri connazionali, obbligando la Slovenia a risarcire finalmente le famiglie delle vittime. Infine, non possiamo non chiedere un doveroso 'giudizio morale' per tutti coloro che per anni hanno militato nel Pci, partito compiacente".

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