Cisa Ovest Ticino: la Fp Cgil di Novara interviene sulla questione

La segreteria del sindacato novarese prende parola in merito ai tagli ai servizi sociali, con particolare riferimento al Cisa Ovest Ticino e alle motivazioni che vengono addotte per la scelta di "concedere" per circa 35 anni le strutture ora gestite direttamente tramite appalto

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di NovaraToday

La Fp Cgil Novara in merito ai tagli ai servizi sociali, con particolare riferimento al Cisa Ovest Ticino e alle motivazioni che vengono addotte per la scelta di "concedere" per circa 35 anni le strutture ora gestite direttamente tramite appalto, é a porre le proprie considerazioni.

Il fatto che a ottobre 2012 e a marzo 2013 ci siano gli aumenti previsti dal ccnl delle cooperative sociali per il relativo personale non può essere la causa o una delle cause che abbiano portato alla decisione di "concedere" le strutture al privato che si aggiudicherà la gara.

L’adeguamento dei costi contrattuali relativi al personale da parte degli enti appaltanti alle cooperative sociali con cui sono in collaborazione è un preciso obbligo di ogni ente pubblico sancito dalla delibera della giunta regionale piemontese n° 79 del maggio 2006. Con tale provvedimento a suo tempo si è voluto tutelare la retribuzione ed il diritto agli aumenti alle lavoratrici e lavoratori del settore, visto che le risorse destinate agli appalti pubblici dei servizi alle persone molte volte non sono sufficienti a garantirne le esigibilità se non attraverso il ricorso a strumenti di lotta sindacale o vertenziali o che aggiudicazioni con il criterio del massimo ribasso potevano mettere in discussione.

Ci appare quindi assai strumentale e non responsabile imputare al previsto aumento del costo del personale, che attualmente gestisce con molta cura e passione gli anziani ed i disabili del territorio dei 6 comuni del cisa ovest ticino, la scelta della concessione.

Anche perché altra via per finanziare i previsti aumenti, ripetiamo obbligatori dal 2006, esiste ed è l’aumento della quota capitaria a carico dei comuni. Facciamo sommessamente rilevare ai sindaci dei 6 Comuni del cisa ovest ticino che sono gli unici tra quelli della Provincia di Novara a non aver aumentato la propria quota capitaria per finanziare i propri servizi sociali gestiti dal cisa ma anzi hanno scaricato su cittadini e lavoratori il compito di rifinanziare i servizi aumentando le compartecipazioni degli utenti ai costo degli stessi e "concedendo" le strutture con il relativo personale.

Ad oggi non sappiamo ancora se ne verrà garantito il totale assorbimento dello stesso ed il mantenimento delle reali ed effettive ore di lavoro che attualmente stanno svolgendo, oppure si andrà ad un ridimensionamento.

Crediamo che portare al momento la quota capitaria a 30 euro da 25 euro per cittadino, viste anche le quote degli altri enti gestori (non solo della Provincia di Novara), sia la condizione minima per finanziarie i mancati trasferimenti regionali e tutti gli aumenti di costi che
normalmente possono accadere e che altrettanto normalmente debbono essere già previsti nella costruzione dei capitolati d’appalto.

E non crediamo che le difficoltà oggettive dei Comuni della provincia di Novara a seguito dei mancati trasferimenti da parte dello Stato e della Regione siano minori rispetto a quelle dei 6 Comuni aderenti al Cisa Ovest Ticino.

Si tratta di scelte politiche su priorità di recupero e destinazione delle risorse le quali chiediamo che vengano prioritariamente destinate ai servizi sociali ed alle tutele retributive e occupazionali delle persone che vi lavorano.
 

Fp Cgil Novara
Paolo Del Vecchio

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