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Domenica, 19 Maggio 2024
Cronaca

Fatture false: nei guai due artigiani e una coppia di imprenditori novaresi

I quattro sono i protagonisti di una vera e propria frode fiscale, scoperta nelle scorse ore dalla Fiamme Gialle della Compagnia di Novara. Per loro l'accusa è quella di emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti

Hanno "imbrogliato" il Fisco per cinque anni, ma sono poi stati scoperti dalla Guardia di Finanza.

A finire nei guai sono stati due artigiani edili e una coppia di imprenditori novaresi con il "vizio" delle fatture false.

Le Fiamme Gialle della Compagnia di Novara hanno così individuato i protagonisti di una vera e propria frode fiscale, commessa mediante l’emissione - da parte di due società edili - e l’utilizzo - da parte di un'azienda operante nel settore dell’impiantistica - di documenti fiscali inerenti prestazioni  lavorative mai avvenute.

L’attività ispettiva condotta dai militari ha consentito di scoprire 200mila euro di imposta sul valore aggiunto sottratti al Fisco, oltre a 600mila euro di ricavi occultati all’imposizione sui redditi e mezzo milione di euro di costi indebitamente dedotti.

I ruoli dei vari soggetti coinvolti nel meccanismo criminoso sono risultati ben delineati: i titolari delle due ditte individuali gestite da due artigiani, di origine siciliana ma ormai da tempo residenti a Novara, seppur prive di una reale struttura operativa emettevano fatture per svariati milioni di euro.

"In taluni casi - hanno spiegato i finanzieri - è emerso come i lavori edili fossero stati effettivamente eseguiti, ma i corrispettivi risultanti dai relativi  documenti fiscali recavano importi nettamente 'gonfiati'; in altre situazioni, gli artigiani non si erano mai neppure presentati sul presunto luogo di lavoro, limitandosi ad emettere la documentazione fiscale fasulla. Ovviamente, le due aziende edili risultavano sistematicamente evasori totali".

Non solo, al fine di dissimulare la fittizietà delle operazioni e cercare di eludere i possibili controlli, i pagamenti delle fatture provenienti dalle imprese artigiane erano solitamente regolati mediante l’emissione di assegni o bonifici bancari apparentemente regolari. Grazie al ricorso allo strumento delle indagini finanziarie, però, le Fiamme Gialle hanno potuto constatare una serie di evidenti anomalie che hanno permesso di scoprire la truffa: a breve distanza di tempo, gli artigiani effettuavano sui propri conti correnti prelievi di contanti finalizzati a restituire le somme ricevute, trattenendo una piccola parte a titolo di compenso per l'attività illecita commessa.

I riscontri effettuati, con riferimento ai lavori che sarebbero stati svolti presso i cantieri indicati nella documentazione fiscale, hanno poi consentito ai finanzieri di cancellare ogni eventuale dubbio.

Dal canto loro, gli utilizzatori delle fatture false offrivano un’immagine imprenditoriale decisamente differente: tutto appariva gestito in modo  perfettamente ordinato e legale. L’azienda dei due coniugi, con sede a Novara, dichiarava sistematicamente un buon reddito, disponeva di una decina di dipendenti e di tutti i mezzi aziendali necessari per svolgere al meglio la propria attività. Il lavoro, inoltre, nonostante il periodo di crisi, non mancava affatto.

"Peccato che per massimizzare i loro guadagni - hanno aggiunto i finanzieri - e permettersi di andare in giro a bordo di Suv di grossa cilindrata, la coppia di imprenditori ha pensato di risparmiare qualcosa sulle imposte che dovevano versare all’erario".

La "bella vita" dei due coniugi è però durata soltanto cinque anni: l'attività dell'impresa è stata infatti sottoposta al controllo da parte dei militari, che ne hanno rivelato l'attività illecita.

Oltre alla segnalazione all’Ufficio Finanziario, i due artigiani e la coppia di imprenditori sono stati segnalati all’Autorità Giudiziaria rispettivamente per i reati di  emissione e di utilizzo di fatture per operazioni inesistenti. Non solo, i finanzieri della Compagnia di Novara hanno inoltre proposto il sequestro "per equivalente" finalizzato alla confisca del prezzo/profitto dei reati.

"E’ importante ricordare - hanno commentato i vertici delle Fiamme Gialle novaresi - come al di là delle risorse sottratte alla collettività mediante l’evasione fiscale, il ricorso a meccanismi di frode consenta agli imprenditori disonesti di proporsi sul mercato con prezzi anche sensibilmente inferiori a quelli offerti dalla concorrenza rispettosa delle regole, avvantaggiandosi in modo sleale ed alterando le corrette dinamiche dei mercati".

 

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