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Cronaca

Furti in casa, sgominata ennesima banda dell'Est: i dettagli

A finire in manette, 11 persone, dieci di nazionalità georgiana e una di nazionalità ucraina. Gli arrestati sono stati fermati nel milanese, mentre gli esperti ladri si esercitavano a scassinare serrature

Ennesima banda di ladri dell'Est sgominata dai carabinieri di Novara.

Questa volta sono finite in manette 11 persone, dedite alla commissione di furti in abitazione in prevalenza nella'rea padana del Piemonte e della Lombardia, ma anche in Veneto e Friuli Venezia Giulia.

Gli ultimi fermi, convalidati nella giornata di ieri, sono stati eseguiti nell’ambito dell’Operazione Odessa, che nelle scorse settimane aveva già portato all'arresto di altre 28 persone al recupero di quasi 1 milione di euro di refurtiva. Gli arrestati, dieci dei quali di nazionalità georgiana ed uno di nazionalità ucraina, sono indagati per concorso in numerosi furti in abitazione, ricettazione, possesso di attrezzi atti allo scasso e documenti di identificazione falsi. I soggetti facevano parte di due squadre, entrambe collegate alla mafia russa.

I ladri sono stati rintracciati in una delle cinque abitazioni del milanese, in cui i ladri avevano le proprie basi operative, tra Milano, Brugherio (Mb), Sesto San Giovanni e Cormano. L'irruzione è partita quando i militari hanno sentito che dall’interno provenivano alcuni rumori provocati dal maneggio di serrature per porte blindate, utilizzate dai malviventi per esercitazioni; nell'operazione precedente, altri 5 georgiani furono sorpresi,mentre si esercitavano intorno ad un tavolo su cui erano state fissate alcune serrature che tentavano di aprire con grimaldelli, in modo da non lasciare tracce di effrazione.

Con questa ultima operazione i carabinieri hanno recuperato orologi di valore, monili in oro, suppellettili in argento, borse e capi di abbigliamento griffati, computer,  macchine fotografiche, videocamere digitali ed altri oggetti, per un valore stimato complessivo di circa 150mila euro, oltre a denaro contante per 25mila euro. Sono stati, inoltre, rinvenuti attrezzi atti allo scasso, fiamme ossidriche utilizzate per aprire casseforti, attrezzatura per la valutazione di pietre e metalli preziosi e passaporti ucraini, lituani, russi e greci, abilmente contraffatti.

"Si tratta di un'operazione particolarmente importante - ha commentato il colonnello Giovanni Spirito - poichè ha permesso l'arresto di una figura di rilievo dell'organizzazione criminale, un georgiano con un ruolo da responsabile di vertice all'interno dell'organizzazione nazionale. C'è da sottolineare che quest'organizzazione ha sempre evitato il contatto fisico, non è mai stata pericolosa, proprio per evitare l'accusa di rapina, e rischiare pene più severe".

I ladri, infatti, seguivano le loro possibili vittime, cercando di capire le loro abitudini e i loro orari ed effettuavano diversi sopralluoghi, in modo tale da colpire quando in casa non c'era nessuno. I furti avvenivano anche di giorno, quando i proprietari degli appartamenti si allontanavano di casa per poco tempo, magari per andare a fare la spesa, evitando di inserire, in alcuni casi, l'allarme.

"L'obiettivo dell'operazione - ha aggiunto il colonnello Spirito - è infatti quello di colpire le organizzazioni criminali in senso ampio, contestando il reato associativo, che dà la possibilità al magistrato di emettere una condanna maggiore e di poter tenere gli arrestati in carcere".

Operazione Odessa Bis. LE FOTO

In termini numerici l’Operazione Odessa ha permesso al Reparto Operativo di Novara di trarre complessivamente in arresto fino ad ora 36 soggetti - tra cui due donne che lavoravano come badanti e fornivano basi logistiche ed informazioni sugli appartamenti da depredare - rintracciati in appartamenti dislocati a Milano e nel suo hinterland, e di recuperare refurtiva per oltre un milione di euro tra preziosi, orologi di marca ed argenteria.

Gli ultimi arresti si inquadrano nel contesto di una lunga ed articolata attività d’indagine avviata nel 2010 per contrastare la diffusione dei reati predatori ed, in particolare, il fenomeno dei furti in abitazione.

L’attività investigativa, sviluppatasi in diverse fasi, ha consentito, anche tramite i contatti con le polizie di altri paesi europei attraverso una stretta cooperazione internazionale avviata nel 2011 con Europol, di delineare le caratteristiche dell’organizzazione criminale, risultata collegata con la mafia russa e georgiana, attiva in Italia ed in altri Paesi dell’Unione Europea.

Molti degli appartenenti annoverano, infatti, trascorsi criminali nel loro Paese d’origine; i legami dei soggetti tratti in arresto con la mafia russa sono confermati anche dai tipici tatuaggi che portano impressi sulla spalla e sul petto.

Caratteristica peculiare di questi criminali è la loro particolare abilità nel forzare le serrature, anche quelle blindate di ultima  generazione, non lasciando alcuna traccia della loro attività tanto che, in alcuni casi, le vittime, nel denunciare il furto, hanno riferito alle forze dell’ordine di essersi dimenticati la porta aperta o comunque di non averla chiusa correttamente.

Dall’inizio delle diverse indagini, volte a contrastare i "reati predatori", ad oggi, i carabinieri di Novara hanno effettuato 164 arresti ed hanno recuperato refurtiva per un  valore stimato di circa 14 milioni di euro. Gli oggetti sequestrati sono stati riconosciuti e restituiti, in ben 251 casi, ai legittimi proprietari vittime di furti commessi. Furti operati, oltre che nella provincia di Novara (per 104 furti), nelle altre province limitrofe del Piemonte (4 a Torino, 2 ad Asti, 6 a Vercelli, 2 a Cuneo, 2 a Biella ed 1 a Verbania) e della Lombardia (106 a Milano, 9 a Monza, 5 a Pavia, 3 a Varese, 1 a Lodi, Como e Bergamo), fino ad arrivare in Veneto e in Friuli.

"L'appello che facciamo a coloro che nell'ultimo periodo hanno subito furti - ha concluso il colonnello Spirito - è quello di chiamare il nostro Comando (al numero 0321.3791) per fissare un appuntamento e visionare la merce recuperata, portando con sè la denuncia di furto e la garanzia o le fotografie degli oggetti rubati".

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