Coronavirus, troppe morti nelle case di riposo: la Procura di Novara apre un'inchiesta

Osservati speciali la San Francesco di Novara e l'Opera Pia Curti di Borgomanero

La Rsa San Francesco di Novara

La procura di Novara ha aperto un'inchiesta sulle morti nelle case di riposo.

Il procuratore capo Marilinda Mineccia ha disposto controlli in 27 strutture residenzali per anziani del territorio, dopo le numerosi morti delle ultime settimane. In particolare ad essere colpite sono state l'Opera Pia Curti, di Borgomanero, dove sono deceduti 17 ospiti in poco più di 15 giorni, e la San Francesco di Novara, con 15 decessi. Ma non solo: anche la residenza Bauer di Pogno è nel mirino dopo 8 decessi, mentre per la casa di riposo di Invorio era già partita una segnalazione alla Procura di Verbania. I carabinieri del Nas stanno effettuando un monitoraggio a raccoglieranno i dati: per ora non c'è un'ipotesi di reato e non ci sono indagati.

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Coronavirus, boom di decessi nelle case di riposo: a Borgomanero 15 in 10 giorni

Intanto sono iniziati i tamponi a ospiti e operatori delle residenze per anziani, che hanno evidenziato numeri preoccupanti, mentre i sindacati da tempo denunciano la situazione all'interno delle strutture. "Da molte settimane le organizzazioni sindacali denunciano alla Regione la carenza di una strategia realmente efficace per evitare il propagarsi del contagio - scirve le segreterie di Cgil Cisl Uil - Le nostre segnalazioni, che partono già dai primi giorni di marzo, sono sempre rimaste purtroppo inascoltate e i risultati delle scelte effettuate dalla Giunta regionale sono sotto gli occhi di tutti: troppi morti e troppi lavoratori contagiati. Eppure quello che già nel mese di febbraio accadeva in Lombardia avrebbe dovuto mettere in condizione i nostri assessori di agire con molta più determinazione nell'individuare azioni di prevenzione efficaci, certamente non per evitare totalmente il Covid -19, ma per non trovarci nella situazione in cui versiamo oggi. Molte delle richieste sindacali sono note da tempo: dispositivi di protezione individuale (mascherine Fpp2, camici, calzari) ad oggi largamente insufficienti e mascherine Fpp3, senza limiti nell’utilizzo, per il personale che viene a contatto con pazienti positivi; l’effettuazione immediata dei tamponi e del test sierologico a tutti gli operatori, anche se asintomatici, e assunzioni immediate di nuovo personale sanitario". 

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