"Uno in meno" post shock sul carabiniere ucciso: oggi l'insegnante novarese davanti alla commissione disciplinare

Eliana Frontini dovrà rispondere del post contro il brigadiere Mario Cerciello Rega

Il post choc

"Uno in meno e chiaramente con uno sguardo poco intelligente. Non ne sentiremo la mancanza". É questo il post shock che è apparso lo scorso 26 luglio a firma di un'insegnate novarese e che ha sollevato polemiche, querele e denunce.

Il messaggio era stato scritto sulla pagina Facebook "Sei di Novara senza se e senza ma" in risposta ad un utente che aveva pubblicato una foto del brigadiere Mario Cerciello Rega, ucciso in servizio a Roma. Il post era stato scritto dal profilo di Eliana Frontini, 51enne professoressa all'istituto Pascal di Romentino, anche se poi lei, dopo essersi scusata, ha smentito di esserne l'autrice.

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Le scuse e la smentita

L'insegnante sul subito si era scusata. "Ho commesso un errore gravissimo, me ne sono resa conto appena ho cliccato su invia, ma ormai il danno era fatto. Ho scritto una cavolata, non c'è nulla dire." aveva dichiarato qualche ora dopo.

Nel giro di pochi giorni però Frontini ha cambiato versione, dicendo di non essere lei l'autrice del post, ma di non voler dichiarare pubblicamente il responsabile. 

La commissione disciplinare

Immediatamente dopo la comparsa del messaggio, che in breve era stato rimosso dalla pagina Facebook, si sono scatentate le proteste dell'opinione pubblica, ma non solo: il Sap, sindacato autonomo di polizia, ha presentato querela per diffamazione, mentre la Procura di Novara ha aperto un'inchiesta.

L'ufficio scolastico regionale, sommerso di richieste di licenziamento della professoressa, ha avviato un procedimento disciplinare, contestandole la violazione dei doveri d'ufficio per aver tenuto una condotta gravemente in contrasto con la funzione educativa e gravemente lesiva dell'immagine della scuola, della pubblica amministrazione, degli alunni e delle famiglie.

Oggi, lunedì 1 settembre, Frontini dovrà comparire davanti alla commissione per i procedimenti disciplinari dell'Ufficio scolastico regionale per fornire chiarimenti e precisare finalmente chi abbia scritto quel messaggio. 

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