Cronaca

Treni, Legambiente: "tempi certi per la riapertura delle linee ferroviarie sospese"

Per l'associazione ambientalista è necessario riattivare le tratte ferroviarie piemontesi chiuse, per offrire nuovamente un servizio degno di tale nome ai pendolari

Immagine di repertorio

Sono 165mila i pendolari piemontesi che ogni giorno prendono il treno per spostarsi per ragioni di lavoro o di studio. Dal 2011 si è assistito a un calo di circa il 9,5%, una diretta conseguenza dei tagli al servizio ferroviario regionale che dal 2010 ad oggi hanno portato alla soppressione di intere linee con un taglio complessivo del servizio pari all’8,4%.

Per Legambiente è necessario riattivare le tratte ferroviarie piemontesi chiuse, per offrire nuovamente un servizio degno di tale nome ai pendolari e avviare e incentivare una riconversione sostenibile all’insegna di un turismo di qualità.

"Chiediamo alla Regione di invertire finalmente il trend negativo degli ultimi anni - ha dichiarato Federico Vozza, vice presidente di Legambiente Piemonte e Valle d'Aosta - che ha visto la chiusura di linee importanti, aumenti vertiginosi delle tariffe e un’emorragia di pendolari. Occorre aumentare gli investimenti sul trasporto ferroviario pendolare dando tempi certi per la riapertura delle linee tagliate perché puntare sui treni pendolari è nell’interesse dei cittadini, con vantaggi non solo in termini ambientali in una regione che continua a vivere una situazione critica per lo smog, ma anche di attrattività delle nostre città e dei territori, con ricadute positive sull’occupazione e sul turismo".

Secondo l'associazione ambientalista, per cambiare questa situazione occorre aumentare l’offerta di treni sulle linee, in particolare in quelle urbane più utilizzate dai pendolari e laddove sono stati cancellati o ridotti i collegamenti in questi anni.

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