Maxi furto di rame: rubati oltre 150 quintali di "oro rosso", due arresti a Biandrate

A finire in manette due uomini residenti nel novarese. L'operazione di carabinieri e forestale

I quintali di rame rubato rinvenuti dai militari dell'Arma

Oltre 150 quintali di rame rubato e due persone finite in manette. Sono questi i numeri dell'operazione eseguita dai carabinieri e della forestale di Novara lo scorso 21 maggio a Biandrate.

A finire in manette due uomini residenti nel novarse: B.L., 47enne di Cameri, e B.V., 64enne di Biandrate, entrambi arrestati quasi in flagranza di reato e accusati di riciclaggio.

L'indagine

Gli arresti sono scattati al termine di un controllo svolto dai carabinieri e dalla forestale in un capannone di Biandrate, sulla strada provinciale per San Nazzaro Sesia, che aveva come obiettivo la verifica del rispetto delle prescrizioni in materia di smaltimento dei rifiuti. Nel corso dell'attività, i militari hanno trovato all'interno del capannone, di proprietà del 47enne, du grosse bobine di fune di rame ancora integre e dotate di numero di serie (graze al quale è stato poi possibile risalire al proprietario) e una grossa bobina, a cui mancava la struttura in legno, con il cavo parzialmente srotolato ed in parte lavorato. Non solo, sul metallo i carabinieri hanno inoltre trovato adagiato un flessibile da taglio che era ancora collegato all'impianto di alimentazione elettrica.  Durante i controlli sono stati anche trovati quattro enormi cumuli di funi di rame tranciati in segmenti di varie misure, privi di targhette identificative, con acanto una cesoia e due grossi macchinari da
taglio collegati ad una presa elettrica: uno scenario perfettamente assimilabile a delle vere e proprie postazioni di lavoro per il taglio dei cavi di rame.

Gli accertamenti effettuati dai militari dell'Arma hanno permesso di stabilire che il rame era stato rubato dal deposito di Rfi di Bussoleno, nel torinese, nel periodo compreso tra l’11 ed il 15 maggio. Inoltre, durante le verifiche, i carabinieri hanno trovato nel capannone un ulteriore grosso quantitativo di altri beni di provenienza furtiva (pastiglie per lavastoviglie), oltre a cavi elettrici, radiatori in ghisa e svariati capi di
abbigliamento di origine ignota.

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Per questo motivo, sono scattate le manette per il 47enne e il 64enne, mentre altre due persone sono statebloccate mentre tentavano di allontanarsi e denunciate a piede libero. I due arresti sono stati convalidati dal Gip del Tribuanale di Novara, che ha emesso due misure cautelari: gli arresti domiciliari per il 47enne, proprietario del capannone, e il divideo di dimora nel comune di Biandrate per il 64enne.

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