Martedì, 18 Maggio 2021
Cronaca

Federica Russo, uccisa a 50 anni da un male incurabile

Da Castelletto Ticino a Galliate, le figlie Gaja e Rebecca ricordano la loro mamma, un donna che ha affrontato le difficili sfide della vita con coraggio: la malattia e i lutti famigliari

La castellettese Federica Russo, classe 1966, dopo un anno di lotta contro un male incurabile, è mancata a Galliate, paese in cui vive la primogenita, alcuni giorni fa.  Era molto conosciuta nell'Ovest Ticino. Persona sempre attiva e disponibile che ha vissuto un'esistenza costellata da disgrazie, ma impreziosita dall'amore della sua famiglia.

"Nella sua vita ne ha passate tante, ha cominciato da giovanissima, a 19 anni dover crescere una figlia non è di certo facile, ma con l'aiuto della famiglia e dei suoi amici di Dormelletto ce l'hanno sempre sostenuta è andata avanti, si è ricostruita una vita e all'arrivo della seconda figlia sembrava che tutto andasse per il meglio, poi un nuovo crollo con l'essere rimasta vedova - ci racconta la figlia maggiore Gaja Mantovani - si è ritornati all'inizio, a dover crescere la seconda figlia da sola e poco per volta ricostruire quel mondo che per la seconda volta le era crollato addosso, poi la malattia che per lei è stato il colpo di grazia, ha lottato, lottato per le figlie, lottato per il nipotino, voleva vederlo crescere più di ogni altra cosa. Tutto questo in modo silenzioso, sempre senza disturbare, quasi a preoccuparsi di disturbare, ma con l'amore della sua famiglia e quello della sua famiglia di Dormeletto se n'è andata serenamente, sapendo che tutti si sarebbero presi cura della sua piccolina e del suo nipotino. È stata e sarà una grande donna, ha affrontato tutte le sfide con grande coraggio e tanta umiltà. Ha lasciato un immenso vuoto in tutti noi che difficilmente riusciremo a colmare".

"Era una donna unica, con un forte carattere, sapeva come far valere ciò che pensava e andava contro a tutto per dimostrare che ciò che diceva era vero. Si è sempre buttata nelle cose, affrontava di tutto, da una cosa semplice come la paura di volare ad una cosa come la sua vita. Ho sempre pensato fosse molto fragile, ma con tutto quello che ha passato nella sua vita come biasimarla? - continua la figlia minore Rebecca Picariello - cresciuta senza un padre, due separazioni, perso il fratello dopo la nascita della seconda figlia, nata dal secondo marito, mio padre, deceduto quando avevo solo 9 anni. Mi ha cresciuta da sola, con tutto l'amore che avrebbe potuto dare. Facendomi da madre e da padre. Era una donna determinata, energica e sempre pronta a lavorare, ma sapeva divertirsi e aveva un sacco di persone intorno a lei che le volevano bene e che facevano parte della sua quotidianità. Dava tutto alle persone a cui teneva, ad amici, famiglia, a noi, per le quali avrebbe dato la vita, non ci ha mai fatto mancare niente e se avesse potuto avrebbe sofferto lei tutte le pene che abbiamo dovuto subire. Si meritava tanto, molto di più di ciò che ha avuto, avrebbe potuto veder crescere suo nipote, rimanere vicina a me, nei miei anni più complessati o stare vicina a mia sorella Gaja, alla quale ha sempre dato tutto e avrebbe dato anche di più, se solo la vita non fosse stata così crudele con noi. Mancherà sempre una parte del nostro cuore, che le apparteneva, ma vivrà sempre in noi, in ogni gesto, in ogni parola, in ogni pensiero, ci sarà sempre qualcosa di suo che ha lasciato a noi e che custodiremo nel nostro cuore, come fosse un segreto". 

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