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Cronaca

Scrittori emergenti | Paolo Confalonieri racconta il suo "Io, angelo custode?"

Il libro di Paolo Confalonieri, dato alle stampe nel novembre 2011, è un viaggio nell'ignoto, sospeso tra Inferno e Paradiso a rincorrere la speranza di essere veramente un angelo custode

Quando si incontra Paolo Confalonieri, classe 1984 novarese, ci si rende conto che è una persona che ruota attorno al mondo della scrittura.

Basco in testa e piglio da intellettuale, Paolo nella vita è geometra ma da qualche anno si è lasciato affascinare dal mondo della scrittura e della letteratura al punto da riuscire a dare, nel novenbre 2011, alle stampe la sua prima creatura letteraria dal titolo "Io, angelo custode?". Fin da piccolo si scopre creativo e, appassionato a qualsiasi forma d'arte, si dedica nel tempo libero anche alla musica, altra sua grande passione che coltiva in due gruppi rock novaresi differenti: "Le cose di cenere" e "Madared".

Chi è Paolo?
Paolo è un ragazzo novarese di 28 anni, geometra, che sin da piccolo è stato catturato tanto dalla musica e poco dallo studio. Da subito appassionato di musica, faccio parte di due band muscicali e da qualche anno ho anche scoperto la passione per la lettura e la scrittura di diversi testi, di ogni tipo.

Come è nata la passione per la scrittura?
La mia passione per la scrittura, devo essere sincero, è nata un pò per caso circa due anni fa. Prima di allora non ero molto avvezzo alla lettura, e a scuola non dedicavo molto tempo nella preparazione dei compiti, cercando sempre di arrangiarmi. Da qualche tempo, però, ho scoperto il piacere della lettura e delle forme di scrittura più disparate. La volontà di scrivere un libro mi è nata dopo la lettura del libro di Dan Brown "Angeli e Demoni". Lo stile semplice e accattivante di quel libro mi ha spinto a dire "perchè non provarci anche io?", e da lì, pian piano, ho cominciato a realizzare brevi racconti.

Perchè pubblicare un libro?
E' semplice: appassionatomi  alla letteratura, ho cominciato a pensare di poter provare anche questa forma d'arte. Con uno dei gruppi musicali con cui mi diverto a suonare, "Le cose di cenere", avevo già cominciato a scrivere i testi per le nostre canzoni, e qualcosa mi diceva che potevo, anzi dovevo, provare anche questa nuova forma di arte. Quindi, senza perdere tempo, ho iniziato a scrivere qualche appunto.

Di cosa parla "Io,anchelo custode?"?
La trama di questo libro nasce dopo la lettura di un libro di Christofer Moore, nel cui incipit si raccontava la storia di Thomas, che stroncato da un infarto dopo una vincita si sveglia in paradiso nudo, scoprendosi asessuato. Gli propongono di lì a poco un corso per angelo custode. Da quel momento sono molte le diverse avventure che andranno a svilupparsi: il paradiso si umanizzerà. Diciamo che, nello scrivere il libro, ho voluto ricreare la situazione che è alla base del film "Una settimana da Dio". Un paradiso umanizzato e divertente che dia l'idea che la vita oltre la terra continui.

Come mai ambientarlo nel paradiso?
L'ho ambientato nel paradiso perchè volevo dare un'idea diversa, da quella che viene data dai dogmi religiosi, del paradiso e della vita dell'aldilà. Volevo dare l'idea di un'ambiente dove le attività continuano, sotto un'altra forma, ma con la stessa vivacità e tranquillità. E' una storia fatta di demoni, santi, anime, spiriti, inganni e trappole, dove l'unica cosa certa è l'inevitabile e continua lotta tra il bene e il male.

Sei credente?
Non sono credente, anzi tutt'altro. Non ho avuto nessun problema a stravolgere il paradiso. Ho voluto umanizzare il paradiso con storie vere e meno mitiche, rispetto a quelle che ci vengono sempre raccontate. Ed è forse questa umanizzazione del paradiso che rende attraente la lettura di questo libro, almeno a mio avviso.

E' il tuo primo libro. Hai intenzione di scriverne altri?
In realtà è più corretto dire che questo è il mio primo libro dato alle stampe, dopo grande fatica per cercare qualcuno che credesse in questo progetto. Ho altri due testi chiusi nel cassetto e mai dati alle stampe perchè credo siano storie ancora poco attraenti per il pubblico. Ma vi rassicuro: ho già in testa il sequel di "Io, angelo custode?"

Lo hai già presentato ufficialmente al pubblico? Se no, dove pensi di presentarlo?
Purtroppo non ho ancora avuto modo di presentarlo al pubblico. In questo senso, non ho trovato un buon riscontro dalle librerie ma non dispero. Chissà che questa mia intervista possa aiutarmi ad aprirmi la strada per poter presentare il libro in qualche libreria novarese.

A quale fascia di publico indirizzeresti la lettura?
Credo che il mio libro possa essere letto dai 16 ai 70 anni. Un ragazzo adolescente, come un anziano, non troverà sconvolgimento nel suo credo, ma bensì conoscerà un paradiso umanizzato, fatto di gioie e dolori, e che strapperà anche qualche sorriso sul volto dei lettori.

Che cosa vuol dire essere scrittore emergente a Novara e che consigli ti senti di dare ai giovani che vogliono intraprendere questa carriera?
L'unico consiglio che mi sento di dare ai ragazzi è quello di "provarci" e "crederci" sempre. Non bisogna scoraggiarsi davanti alle piccole difficoltà, e andare avanti sempre. Ho ricevuto molti no e diverse non risposte, ma ho creduto fortemente nel mio progetto ed ecco il risultato. Ho lavorato con caparbietà e con il cuore, e sono stato ripagato. In questa prima fase ho stampato solo 50 copie del libro e le prime le ho regalate agli amici. Il miglior risultato lo apetto dalle vendite online: il mio libro è infatti disponibile anche sul sito www.ibs.it. Non mi resta che augurarvi buona lettura!

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