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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Cronaca

Cartelli "Nuara": presentate due mozioni per salvaguardarli

La questione dei cartelli "Nuara" è stata ripresa in Consiglio comunale. Una presentata, redatta in italiano e dialetto, dai consiglieri della Lega e una dalla consigliera Arnoldi (Gruppo Misto). "La questione tocca radici culturali"

Torna all'attenzione la questione dei cartelli riportanti la scritta "Nuara" che il sindaco Ballarè aveva fatto rimuovere nei mesi scorsi.

A rimettere l'accento sulla questione, in Consiglio comunale, i consiglieri di minoranza della Lega Nord che hanno presentato un documento, redatto in italiano e in piemontese, per chiarire quanto sia questione di identità rimettere i cartelli al proprio posto. I leghisti chiedono a sindaco e Giunta di ripristinare  "se l’è pusibil cunt i sponsor lucai, inssì da spend poch a rimett i cartei ‘nt l’entràda d’la cità cunt la scrita d’la cità an dialét nuares (Nuara), ?( i cartelli in ingresso città con la dicitura della città in dialetto novarese, possibilmente  utilizzando per la realizzazione sponsor locali in modo da contenere o abbattere i costi). Al Comune è inoltre chiesto di farsi promotore di iniziative culturali che mantengano viva nella città la cultura novarese,  valorizzando il dialetto locale e gli scrittori e poeti novaresi che negli anni hanno contribuito all’arricchimento  della cultura novarese e del suo dialetto; di porre in essere collaborazioni con le associazioni novaresi che si occupano della salvaguardia delle tradizioni e del dialetto novarese, attualmente ben presenti sul territorio. "Avere i cartelli in dialetto in città -  spiegano - non trova le sue radici in ragioni politiche ma è un contributo alla salvaguardia del dialetto, della lingua dei novaresi". 

Dello stesso avviso anche la consigliera del Gruppo Misto Isabella Arnoldi che sottolinea nel testo da lei presentato: "l'azione di rimozione dei cartelli ha suscitato molteplici commenti negativi nell'opinione pubblica cittadina, sia sulle pagine dei giornali, sia sui social network, dove si sono addirittura creati gruppi di interesse a difesa dell’originale patrimonio linguistico piemontese; l’originale patrimonio linguistico piemontese e quindi la sua declinazione novarese, è da considerarsi parte integrante del nostro patrimonio culturale cittadino, della nostra storia e delle nostre tradizioni; è in atto da tempo da parte di singoli ed associazioni culturali cittadine un meritorio e notevole sforzo per la valorizzazione delle parlate locali che ha lo scopo di preservare e di tramandare una lingua altrimenti a rischio di estinzione; con questo atto si impegna il sindaco e la Giunta a provvedere al ripristino delle indicazioni toponomastiche nella parlata locale di Novara quale primo atto di un percorso di valorizzazione della parlata stessa, altrimenti a rischio di estinzione; la Giunta è altresì chiamata ad affidare ad un’apposita commissione di esperti la raccolta e catalogazione dei nomi con cui vie, piazze ecc. erano indicate nella parlata locale (entro e fuori il centro storico cittadino), allo scopo di un successivo posizionamento di cartelli con tali denominazioni accanto alla toponomastica in italiano ora presente;  alla costituzione di un gruppo di esperti che giunga a proporre una grafia unificata per la parlata della città di Novara; all’istituzione di un premio letterario annuale per opere nelle parlate del novarese, suddiviso nelle categorie “prosa” e “poesia”, riservato ad opere inedite e mai premiate altrove; alla costituzione di una scuola di teatro nella parlata locale eventualmente da inserire nelle iniziative che sono parte integrante delle attività del Teatro Coccia;  all’istituzione di un premio per testi teatrali inediti e mai premiati altrove, annuale, intitolato ad Enrico Tacchini, con rappresentazione al Coccia del testo vincitore; all’individuazione ed assegnazione di una sede attrezzata per le associazioni che a vario titolo si occupano della parlata locale di Novara; alla riedizione delle opere già edite che riguardano la parlata locale di Novara che risultino ad oggi non più reperibili (eventualmente anche in formato digitale, così da rendere più accessibile ed accattivante la lettura per i giovani);  all’istituzione di corsi di parlata locale di nelle scuole, che comprendano anche momenti di formazioni sugli usi, costumi e tradizioni locali, oltre che sul patrimonio storico ed architettonico della città. Tali corsi potranno essere fruiti anche dagli adulti; ad istituire borse di studio per tesi universitarie aventi come oggetto la parlata locale di Novara; a procedere ad una attività di recupero della memoria, attraverso la registrazione delle testimonianze sugli usi, costumi e tradizioni locali da realizzarsi grazie a stage formativi, provvedendo poi ad un’opera di catalogazione e digitalizzazione dei contenuti delle medesime, rendendole infine fruibili a tutti".

La questione è inoltre nuovamente balzata sulle pagine del noto social network Facebook, dove i cittadini novaresi, costituitisi in un neo gruppo "Rivogliamo i cartelli Nuara", non ci stanno e dichiarano battaglia a suon di raccolta firme. "Nei prossimi giorni - scrivono -  diffonderemo un comunicato a mezzo stampa per rendere noto a tutti le nostre intenzioni di ripristino della toponomastica e dello sviluppo della tutela della nostra parlata. Avremo bisogno di voi nel prossimo mese per raccogliere le firme. Serve una forma di sostegno reciproco, cioè che ognuno di voi si prenda l'impegno di portare più firme possibili. Ne servono 300, ma noi ne vogliamo portare molte di più. Solo con il vostro aiuto questo sarà possibile". "L'idea di presentare una mozione per rimettere al proprio posto i cartelli con la scritta in dialetto, nel nostro gruppo, - spiegano - è nata ancor prima delle posizioni di alcuni esponenti in consiglio comunale che, con piacere notiamo, ci stanno accanto in questa piccola grande battaglia di difesa delle nostre origini lingustiche".

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