Omicidio a Trecate: Rosario avrebbe ucciso il fratello per gelosia

Il fratello maggiore era convinto che Daniele avesse avuto una relazione con la sua ex

Daniele Saporito

Gelosia. Sarebbe questo, dopo le primissime ricostruzioni, il movente che avrebbe spinto Rosario Saporito a uccidere il fratello Daniele. L’omicidio si è consumato sabato 2 novembre, intorno alle 12.30, all’interno della villetta di via Plinio, dove risiedono proprio Rosario, la sorella Veronica, la mamma dei tre fratelli e dove viveva anche Daniele quando tornava dai suoi lavori stagionali. Sarebbe stata la gelosia ad accecare il fratello maggiore, 40enne: secondo l’omicida il fratello Daniele aveva avuto un rapporto sentimentale con una sua ex.

La storia fra Rosario e la donna sarebbe terminata all’inizio del 2019 e Rosario si era messo in testa la presenza di un altro uomo, per la precisione proprio suo fratello. Ecco perché le forze dell’ordine, giunte sul posto poco dopo la tragedia, hanno dato subito la caccia all’uomo con posti di blocco anche in Lomellina, dove vive la donna in questione, per timore che l’uomo potesse commettere un altro gesto sciagurato.

Le liti e l’omicidio

Ecco il perché delle liti fra i due che duravano da mesi, al telefono, perché Daniele era in Sardegna, ad Alghero, a lavorare come pizzaiolo. Sabato era tornato a casa e dopo aver fatto visita al mattino alla ex moglie per salutare i suoi due bambini, era andato proprio in via Plinio. Rosario aveva con sé una pistola, una 9x21: a meno di un metro l’uomo ha sparato alcuni colpi di pistola, cinque rivolti alla testa del fratello e due al petto. Daniele è morto sul colpo.

L’allarme

Mentre Rosario si dava alla fuga sulla sua Hyundai Coupe, i famigliari hanno lanciato l’allarme. Il figlio più grande di Daniele è corso fuori casa e ha citofonato alla vicina agitato: avrebbe visto con i suoi occhi tutta quanta la scena. La vicina di casa ha dato al piccolo un bicchiere d’acqua e ha cercato di calmarlo. In via Plinio sono arrivate immediatamente le forze dell’ordine, carabinieri di Novara, Trecate, nucleo investigativo, radiomobile, la squadra dei rilievi scientifici. E intanto sempre la caccia all’uomo.

Costituito alle 17

Rosario Saporito ha citofonato ai carabinieri di Novara intorno alle 17 sempre di sabato, dando il suo nome e dicendo di avere con sé lo zaino con la pistola. L’interrogatorio con il Pm Elisa Baglivo è durato fino alle 4 del mattino, poi l’uomo è stato portato in carcere. Per lui le accuse di omicidio e di detenzione illegale di arma da fuoco.

Lo sgomento in paese

I vicini di casa non si sono accorti di nulla, non hanno sentito i colpi di pistola. Tutto è partito dal figlio di Daniele che ha citofonato alla vicina di casa. E quando le altre persone si sono accorte delle forze dell’ordine non hanno pensato a una simile situazione. Daniele era pizzaiolo, anni fa aveva lavorato anche a Novara prima di dedicarsi ai lavori stagionali; Rosario svolgeva lavori interinali, mentre la sorella è parrucchiera. Il padre (i genitori dei tre fratelli sono separati) è amministratore di condominio. 

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