Uccide l'amico a coltellate, Pastore sorvegliato a vista in carcere: si teme il suicidio

Intanto la procura sta valutando l'ipotesi di omicidio premeditato

Yoan Leonardi e Alberto Pastore

 É sorvegliato a vista nella sua cella Alberto Pastore, il 23enne che lunedì 26 agosto ha ucciso il suo amico Yoan Leonardi a coltellate.

Il giovane è stato fermato mentre cercava di scappare da una pattuglia dei carabinieri dopo aver confessato l'omicidio sui social. Ora si trova nel carcere di Novara, dove è controllato da un agente specializzato per evitare che tenti il suicidio.

Il video dell'assassino pochi minuti dopo il delitto

Omicidio premeditato o lite finita male?

Intanto la procura di Novara sta valutando per Pastore l'accusa di omicidio premeditato. Il ragazzo infatti nella serata di domenica, dopo una partita a calcetto con amici, ha invitato la sua vittima a mangiare un hamburger e poi lo ha portato a fare un giro in auto. Pastore aveva già con sè il coltello con cui poi avrebbe ucciso Yoan Leonardi. In auto i due hanno litigato: Pastore sembra che accusasse l'amico di essersi intromesso nella sua relazione con una ragazza, spingendola a lasciarlo. Dopo aver accostato in una piazzola sulla strada tra Borgo Ticino e Comignago i ragazzi sono scesi e il 23enne ha accoltellato l'amico, fuggendo per poi lasciarlo agonizzante in una pozza di sangue. 

Gli inquirenti stanno ricostruendo la serata per capire se Pastore avesse già intenzione di uccidere Leonardi quando lo ha invitato in auto, visto che sembra abbia detto ad altri amici di voler restare solo con lui e che aveva già con sè il coltello. Si sta valuntando per il ragazzo l'accusa di omicidio premeditato.

La fuga e l'inseguimento

Il rischio di suicidio

Intanto Pastore rimane nel carcere di Novara sorvegliato a vista. Dopo l'omicidio il 23enne, accortosi di una pattuglia dei carabinieri che lo stava inseguendo, ha imboccato l'autostrada A26 ad alta velocità, ma all'altezza di Castelletto Ticino ha perso il controllo della macchina e si è schiantato contro la parete di una galleria. I militari lo hanno raggiunto e lo hanno arrestato. É stato accompagnato prima all'ospedale di Borgomenero per essere medicato e poi in carcere a Novara. 

Sui social, pochissimi minuti dopo il delitto, ha postato dei messaggi, tra cui un video delirante su Instagram in cui annunciava l'idea del suicidio. Un agente lo controlla quindi costantemente per evitare che tenti di togliersi la vita. 

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