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Sabato, 28 Gennaio 2023
Cronaca Santa Rita / Via Aldo Maria Scalise

Omicidio di Santa Rita, condanna confermata: 18 anni di carcere per Sansarella

Il corpo di Andrea Gennari è stato ritrovato esattamente due anni fa in un boschetto

La Corte d'Assise d'appello del tribunale di Torino ha confermato la condanna in primo grado a Nicola Sansarella per l'omicidio dell'amico Andrea Gennari, avvenuto esattamente due anni fa. Sansarella è stato condannato a 18 anni di carcere, con le attenuanti generiche e uno sconto della pena di un terzo per il rito abbreviato.

L'omicidio

Sansarella e Gennari la sera del 14 dicembre 2015 avevano visto insieme una partita del Novara in un bar di Santa Rita. Al termine del match, forse a causa del troppo alcool assunto, tra i due sarebbe scoppiata una lite: Sansarella non voleva che l'amico guidasse fino a casa, a Granozzo, e lo avrebbe colpito più volte, anche con un bastone. Poi ha dichiarato di averlo lasciato, ancora cosciente, nella baracca di via Scalise dell'amico che era con loro, Christian Guerrini.

Il mattino successivo Sansarella è tornato e ha detto di aver trovato Gennari morto nella baracca. Preso dal panico, insieme a Guerrini avrebbe quindi sepolto l'amico in uno zona verde poco lontano dalla baracca dove il 44enne ha trovato la morte. Le ricerche di Gennari sono partite il 16 dicembre, quando la madre, non vedendolo tornare a casa, ha allertato le forze dell'ordine. Dopo aver ricostruito le ultime ore di vita i carabinieri hanno ritrovato il corpo, malamente occultato.

La confessione

Fin da subito gli inquirenti hanno concentrato le ricerche sui conoscenti e gli amici della vittima, e in pochi giorni, grazie a numerose testimonianze, sono risaliti a Sansarella e Guerrini. Messo alle strette Sansarella ha confessato l'omicidio, sostenendo però di non aver colpito l'amico così forte da provocarne le morte e dichiarandosi pentito di ciò che aveva fatto.

Il processo

L'avvocato di Sansarella aveva chiesto che l'accusa di omicidio volontario fosse modificata in preterintenzionale: secondo la difesa Sansarella avrebbe agito in modo violento contro Gennari, ma non avrebbe avuto intenzione di ucciderlo. La richiesta era stata rigettata, e il 6 ottobre del 2016 il reo confesso era stato condannato a 18 anni di carcere con le attenuanti generiche e uno sconto di un terzo della pena per il rito abbreviato, visto che inizialmente erano stati chiesti per lui 30 anni. Ieri, 13 dicembre, il tribunale di Torino ha confermato in secondo grado la sentenza. Gli avvocati stanno valutando il ricorso in Cassazione.

L'altro imputato

Christian Guerrini, che viveva nella baracca dove Gennari è morto, è invece imputato per omissione di soccorso e occultamento di cadavere. Le indagini si stanno concludendo e a breve anche per lui sarà richiesto il processo. 

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