Donna morta a Sozzago: secondo l'autopsia non è omicidio

Eseguita lunedì 15 l'autopsia sul corpo di Sara Pasqual. Secondo le prime indiscrezioni si tratterebbe di morte naturale

I sigilli sul cancello della casa dove è morta Sara Pasqual

Colpo di scena nel caso della donna trovata morta in casa a Sozzago mercoledì 10 gennaio. Secondo le prime indiscrezioni che emergono dall'autopsia eseguita lunedì 15 sul corpo di Sara Pasqual non si tratterebbe di omicidio. I medici infatti avrebbero stabilito che i segni delle percosse sul corpo della 45enne originaria del biellese sarebbero precedenti e non direttamente riconducibili al litigio avuto da Sara con il compagno Gabriele Lucherini la sera precedente al ritrovamento. 

I risultati dell'autopsia

Non c'è ancora alcuna conferma ufficiale, ma pare che la 45enne sia morta per cause naturali e non in seguito alle percosse. Gli inquirenti attendono ora il risultato dell'esame tossicologico per capire se Sara avesse assunto alcol o farmaci in dosi eccessive. Il convivente, che era stato iscritto nel registro degli indagati per omicidio colposo, sarebbe quindi scagionato, anche se resta ancora aperta la questione dei segni di violenza precedenti al giorno dell'omicidio.

La ricostruzione dei fatti

A trovare il suo corpo, secondo quanto raccontato da Lucherini agli inquirenti, sarebbe stato proprio il compagno nella mattinata di mercoledì 10. La coppia avrebbe litigato la sera precedente e poi i due sarebbero andati a dormire in stanze separate. Lucherini ha raccontato che il mattino successivo, visto che Sara non rispondeva, ha sfondato la porta della sua camera e l'ha trovata morta. Poi ha chiamato suo padre, che ha dato l'allarme. Il compagno ha sempre sostenuto di non averla picchiata, anche se a diversi conoscenti era nota la situazione difficile della coppia e le violenze domestiche, che la donna però non aveva mai denunciato.

Le violenze

I carabinieri ora si stanno concentrando sui segni di percosse sul corpo della donna. La situazione famigliare era davvero difficile, come confermano anche i vicini di casa. "Non li conoscevamo quasi per niente - racconta una signora che abita poco distante dall'appartamento dove è avvenuta la tragedia - Però spesso li sentivamo litigare in maniera violenta. Diverse volte sono arrivati i carabinieri o i vigili, in alcuni casi anche l'ambulanza. Sapevamo dei loro gravi problemi con l'alcol". La coppia era stata anche segnalata ai servizi sociali, ma visto che entrambi erano maggiorenni e non c'erano figli minori non potevano essere aiutati senza il loro consenso. I due si erano conosciuti alcuni anni fa e da tre anni vivevano nella casa di Sozzago dove Lucherini si era trasferito con la precedente compagna.

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