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Martedì, 24 Maggio 2022
Cronaca

Lavoratori sfruttati e costretti a vivere nel degrado: maxi operazione della polizia di Novara contro il caporalato

Decine di persone pagate 2 euro all'ora e obbligate a vivere in condizioni fatiscenti. Tre persone coinvolte nello sfruttamento

Lavoratori sfruttati, pagati pochi euro all'ora e costretti a vivere in condizioni igieniche precarie. La maxi operazione della polizia di Novara ha rivelato un mondo di sfruttamento del lavoro che aveva base proprio in città.

Le indagini sono partite nell'agosto del 2020, quando la questura ha avviato controlli in alcune zone ad alto rischio degrado. Durante quegli interventi gli agenti avevano trovato condizioni igieniche precarie e sovraffollamento in alcuni appartamenti in zona Sant'Agabio: chi abitava quei tuguri ha ammesso di lavorare per alcune aziende di volantinaggio.

Caporalato a Novara: le condizioni in cui vivevano i lavoratori sfruttati

Le indagini: lavoratori pagati 2 euro all'ora

La squadra mobile ha avviato quindi le indagini, scoprendo un vero e proprio racket di sfruttamento dei lavoratori, che venivano assunti per pochissimi euro all'ora, con turni anche di 17 ore al giorno, dovendo poi pagare l'affitto per un posto letto in condizioni di assoluto degrado. I lavoratori, per la maggioranza di origine pakistana, venivano reclutati in diverse zone d'Italia e all'estero facendo leva sulle loro condizioni economiche e sul loro stato di bisogno assoluto.

Caporalato a Novara: lavoratori sfruttati e costretti a vivere nel degrado

Una volta entrati nel giro, venivano portati a viveve in appartamenti fatiscenti a Novara e poi accompagnati ogni giorno a lavorare in diverse località del Piemonte, della Valle D’Aosta, della Liguria e della Lombardia, costretti a distrubuire volantini.

Il gip ha emesso tre ordinanze di custiodie cautelare a carico di due cittadini pakistani, di 32 e 44 anni, e di un italiano, Alessandro Cavalieri, 44 anni, ritenuto il "colletto bianco" dell'operazione: il novarese era già noto per il suo coinvolgimento in gravi fatti di cronaca legati al mondo dell'imprenditoria novarese. 

"Generalmente il caporalato è associato allo sfruttamento nelle campagne del sud Italia, ma questo operazione rivela che è presente e diffuso anche al nord" ha spiegato il dirigente della squadra mobile della questura di Novara Massimo Auneddu. All'operazione ha partecipato anche la polizia locale di San Pietro Mosezzo, il comune dove si trova la sede di una delle ditte che si occupava della gestione dei lavoratori. 

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