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Cronaca

Progetto Jerusalem: 250 i fedeli novaresi in pellegrinaggio

Sono partiti, nella mattinata di giovedì 20 giugno, i 250 fedeli della diocesi di Novara che hanno preso parte al pellegrinaggio in Terrasanta, voluto dal vescovo Monsignor Franco Giulio Brambilla

Il viaggio è stato organizzato in occasione della conclusione dell’anno della Fede.

Ad accompagnare i pellegrini, oltre al vescovo, Monsignor Fanco Giulio Brambilla, e ad un gruppo di sacerdoti tra cui don Silvio Barbaglia, responsabile del progetto “Jerusalem. Arte e spiritualità" e don Maurizio Gagliardini, direttore dell’Ufficio pellegrinaggi, che insieme hanno collaborato per rendere possibile l'iniziativa.

"Il pellegrinaggio - scriveva il  vescovo nella sua lettera pastorale di inizio anno, “Come Stai con la tua Fede?”  è la forma eminente della tradizione religiosa e cristiana che lascia per un po’ di tempo la casa e il lavoro usato, per compiere un viaggio esteriore che sia da stimolo a un cammino interiore e poter ritornare così alle sorgenti della fede". Proprio da questa riflessione e sollecitazione è nato il "progetto Jerusalem", con l’organizzazione di  pellegrinaggi alla piccola Gerusalemme che sorge in diocesi, il Sacro Monte di Varallo che dalla Quaresima ha visto la partecipazione di centinaia di fedeli da moltissime parrocchie.

"Adesso - spiega don Silvio Barbaglia - dalla formula “la Terrasanta in diocesi, passiamo a quella la diocesi in Terrasanta, andando sui luoghi della vicenda di Gesù di Nazareth". Tre le formule proposte. La prima tradizionale, con la visita ai luoghi cardine della fede: la basilica dell’Annunciazione a Nazareth, quella della natività a Betlemme e il Santo. Poi una che alla componente spirituale associa anche una più prettamente culturale, con l’inserimento nell’itinerario di viste a scavi archeologici. Infine una più esperienziale e impegnativa, anche fisicamente, che per questa ragione è stata pensata soprattutto per i giovani - racconta ancora don Barbaglia -. Ad esempio proporremo  una giornata trascorsa nel deserto del Neghev  o l’ascesa al monte Hermon, dove si ipotizza possa essere avvenuta la trasfigurazione, in alternativa al monte Tabor".

In tutto i pullman partiti sono cinque: quattro che seguiranno i primi due itinerari e il quinto che seguirà l’ultimo.Sono previsti momenti di incontro e condivisione con il vescovo per tutti e tre i gruppi. Il rientro in diocesi è previsto per giovedì 27 giugno.

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