Giovedì, 21 Ottobre 2021
Cronaca Sant'Andrea / Corso Risorgimento, 377

Novara: due cittadini protestano a Palazzo Cabrino per la casa

Due novaresi, indignati per la casa loro assegnata dal Comune, hanno protestato a Palazzo Cabrino nella mattinata di martedì 15 maggio perchè l'abitazione secondo loro non sarebbe consona per andare a viverci

Emergenza sociale a Novara. Nella mattinata di martedì 15 maggio due cittadini hanno protestato a Palazzo Cabrino per una casa loro assegnata dai servizi sociali, che secondo loro non si confà alle condizioni di convalescenza nelle quali versa uno dei due.

Sono stati attimi di tensione quelli vissuti in Comune quando una coppia ha fatto ingresso negli uffici delle politiche sociali. La giovane coppia,  S.C e A.S queste le iniziali,  accuserebbe l'amministrazione comunale di aver dato loro una casa umida e senza lo stretto necessario per viverci: nemmeno una brandina, un tavolo.

Ma è soprattuttodell'umidità rilasciata dai muri che si lamenterebbero: "Questa casa - ha commentato la donna - non è adatta ad una persona che come mio marito ha subito da poco un intervento al ginocchio. Per non dire che si trova a Vignale, ed è scomodo per raggiungere il posto di lavoro".

"Non è modo di agire", ha infine detto la donna che, forte dalla disperazione, ha non poco alzato la voce. Di lì a poco è intervenuta l'assessore Sara Paladini che ha cercato di sedare l'ira della donna con scarso risultato. Non è bastato a calmarla nemmeno l'intervento degli uomini della polizia municipale coordinati dal comandante Paolo Cortese, che nel frattempo aveva chiesto rinforzi ai suoi uomini. Nella serata di martedì, inoltre, la donna ha continuato la protesta cominciando lo sciopero della fame per dare un segnale allarmante della sua situazione.

E dopo la mattinata di bagarre in Comune diversi sono stati i tentativi della donna di far valere le sue ragioni e i perchè della sua protesta, anche attraverso le pagine Facebook del primo cittadino Andrea Ballarè e dell'assessore Sara Paladini.

Il Comune, dal canto suo, non è restato a guardare. Nella giornata di ieri, mercoledì 16 maggio, ha convocato una conferenza stampa urgente nei locali di corso Risorgimento per mostrare alla stampa locale le ragioni per cui i due cittadini non avrebbero dovuto lasciarsi sfuggire tale occasione.

"L'emergenza è molto alta e noi facciamo di tutto per cercare di venire incontro a questa seria situazione - ha esordito l'assessore Paladini -. Non siamo qui per fare polemica sul caso specifico. Lo si vede da se che è una casa accogliente e di fresco ristrutturata. Siamo qui per ribadire che per queste persone al momento non c'è soluzione migliore di quella propostagli. Non è attraverso atti di presunzione che possiamo fare dei torti alla lunga lista di richieste che arrivano. L'emergenza per l'edilizia popolare ha delle cifre spaventose: durante il solo 2011, 848 sono stati gli sfratti eseguiti e di questi, 200 nel primo trimestre 2012 avevano già fatto richiesta di un alloggio popolare. Attualmente in lista di attesa ci sono 300 persone che hanno serio bisogno di un tetto dove andare a vivere. Le assegnazioni devono essere fatte seguendo una graduatoria che tiene conto delle condizioni più gravi e disagiate".

"Siamo in un momento di forte crisi in cui le persone arrivano, per disperazione, a fotografare gli addetti comunali sul luogo di lavoro agli sportelli degli uffici sociali. Assicuriamo - sottolinea l'assessore Augusto Ferrari -  che in questo momento di grande crisi che ha colpito la popolazione, tutti gli assistenti sociali lavorano sodo per trovare le soluzioni più adatte per tutti. Si valutano seriamente tutti i casi e si fa in modo che ognuno abbia lo spazio più adatto alle proprie esigenze".

Quali conseguenze per aver rifiutato l'alloggio? Secco il commento dell'assessore Paladini: "Se entro la gionata di giovedì 17 maggio non si insedieranno, faremo firmare loro la rinuncia dell'alloggio e lo assegneremo a qualcun altro".

La risposta delle donna non è tardata ad arrivare: "Ho deposto le armi. Ho smesso con lo sciopero della fame, ma la mia indignazione resta comunque".

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