Legambiente, Ecosistema Scuola: Novara solo al 55° posto in classifica

La tredicesima edizione del rapporto dell'associazione rivela che in Italia il 50% degli edifici scolastici sono inagibili. Tra le città capoluogo piemontesi, la migliore è Verbania

E' una fotografia allarmante quella dell'edilizia scolastica italiana presentata dal rapporto Ecosistema scuola di Legambiente.

Secondo i dati della tredicesima edizione dell'indagine (che certifica la qualità delle strutture e dei servizi della scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado di 96 capoluoghi di provincia), in Italia il 50% degli edifici non possiede la certificazione di agibilità e di prevenzione incendi, e in Piemonte il dato della prevenzione incendi è di 15 punti percentuali sotto la media. E in questo quadro generale, non va certo meglio nemmeno per Novara, e i comuni della provincia, che nella classifica della qualità dell'edilizia scolastica si posiziona soltanto al 55° posto, arrivando ultima tra le città capoluogo piemontesi. Primeggia, invece, Verbania (al terzo posto), seguita da Asti (ottavo posto), Torino (in undicesima posizione), Alessandria (tredicesima), Biella (diciottesimo posto), Vercelli (ventesima), Cuneo (in quarantesima posizione).

Nel complesso, quella descritta da Legambiente è un’edilizia scolastica vecchia e ferma sugli storici problemi legati alla sicurezza. Sono infatti ancora troppe le emergenze irrisolte, poche le eccellenze e i passi avanti. La messa a norma delle scuole resta il tallone d’Achille numero uno: quasi la metà degli edifici scolastici non possiede le certificazioni di agibilità, più del 65% non ha il certificato di prevenzione incendi e il 36% degli edifici ha bisogno di interventi di manutenzione urgenti. Il Piemonte risulta sopra la media per i dati sulle certificazioni per quanto riguarda il collaudo statico (59,32 %), l'agibilità (74,15 %), la certificazione igienico sanitaria (79,16 %) e gli impianti elettrici a norma (98,20 %). L'unico dato in controtendenza è quello della prevenzione incendi (19,44 %) di 15 punti percentuali sotto la media. Solo il 6,21% delle strutture piemontesi, contro il 10,67% delle strutture nazionali, si trova poi in aree ad alto rischio idrogeologico.

Gli unici passi avanti fatti dalle scuole riguardano la sostenibilità e il monitoraggio dell’amianto.

Dall’indagine di Legambiente emerge che in Piemonte solo il 25,15% degli edifici è stato costruito dopo il 1975, e di questo il 2,03% dopo il 1990. In particolare i nuovi edifici non sono costruiti secondo le tecniche sostenibili e innovative. Solo lo 0,80% risulta costruito con criteri antisismici e lo 0,20% secondo criteri della bioedilizia. Sul fronte delle certificazioni, positivi i dati relativi alle porte antipanico (98,60%), alle prove di evacuazione (98,51%) e agli impianti elettrici a norma (98,20%).

Il dossier sottolinea, inoltre, come negli ultimi due anni ci sia stato un calo totale degli investimenti in tutta Italia, con una contrazione in media di 40 milioni di euro per la manutenzione straordinaria per edificio scolastico. Il Piemonte, così come la Toscana e l'Emilia Romagna, da sempre fiore all’occhiello del settentrione nella gestione virtuosa dell’edilizia scolastica, dal 2008 ad oggi ha registrato una diminuzione degli investimenti in manutenzione straordinaria e ordinaria rivelando delle difficoltà nel mantenere la qualità degli standard di cura degli edifici.

Qualche segnale positivo arriva, invece, dal monitoraggio sull’amianto all’interno degli edifici scolastici. Il 100% degli edifici Piemontesi è stato sottoposto a monitoraggi per l'amianto e le azioni di bonifica negli ultimi 2 anni sono state effettuate nel 9,42% degli edifici (contro il 3,10% del dato nazionale). Per quanto riguarda il radon, in Piemonte il 75% degli edifici è stato monitorato (contro il 32,05% della media nazionale). Per le fonti d’inquinamento ambientale esterne, invece, nessuno dei comuni piemontesi monitora le scuole vicino ad elettrodotti e alle emittenti radiotelevisive e solo il 12,50% controlla gli istituti in prossimità di antenne cellulari. Il 5,01% degli edifici si trova a meno di un km da fonti di inquinamento acustico, mentre sono solo il 2,91% quelli che si trovano vicino a emittenti radio televisive.

Novità di quest’anno è il trend delle buone pratiche piemontesi, relative all’innovazione strutturale e la sostenibilità gestionale degli edifici. Interessanti i dati della raccolta differenziata, che dopo un periodo di stallo, registra forti segnali di crescita. Scarsi segnali arrivano però dall’utilizzo dei pasti interamente biologici nelle mense (0,00%), ma sale la percentuale media di prodotti biologici nei pasti, che si attesta al 53,13%. Aumentano anche le cucine interne alle scuole (33,58%) ma l’utilizzo dell'acqua di rubinetto nelle mense scolastiche si attesta all' 83,11%, contro la percentuale di 62,93% del dato nazionale.

Per quanto riguarda il risparmio energetico, sono buoni i dati sull’utilizzo delle fonti d’illuminazione a basso consumo (92,39%), mentre sono bassi quelli relativi all’utilizzo di fonti rinnovabili (6,61%) contro il 12,40% del dato nazionale.

Sul fronte della mobilità urbana e della sicurezza, infine, buono l'utilizzo di transenne parapedonali (14,26%) e la presenza di "nonni vigili" (28,30%). Sono invece ancora troppo pochi gli istituti all’interno di isole pedonali (1,91%); mentre le scuole in zone a traffico limitato sono il 5,53% e quelle dove è previsto, in prossimità della scuola, l’obbligo dei 30 km/h sono appena il 6,38%. Poche anche le piste ciclabili vicino agli istituti (4,89%).

 

 

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