Cronaca

Caccia, referendum: Legambiente lancia la campagna su Facebook

"Anche loro voterebbero sì": l'associazione chiede aiuto agli animali domestici per invitare i piemontesi ad andare a votare alla consultazione referendaria del prossimo 3 giugno

Legambiente Piemonte e Valle d'Aosta chiede aiuto agli animali domestici per il referendum sulla caccia.

Con un pizzico di ironia e creatività l'associazione ha lancato la campagna su facebook "Anche loro voterebbero Sì". Protagonisti dell'iniziativa sono gli animali domestici, che invitano i piemontesi a votare Sì il prossimo 3 giugno.

"A due mesi dalla consultazione sono ancora troppo pochi i piemontesi informati sul quesito referendario - ha commentato il presidente di Legambiente Piemonte e Valle d'Aosta Fabio Dovana - e abbiamo bisogno dell'aiuto di tutti per sensibilizzare i cittadini ad andare a votare e raggiungere così il quorum. Dopo 25 anni di attesa non si può perdere l'occasione di esprimere il proprio parere su un argomento tanto caro ai cittadini piemontesi come il benessere degli animali. Il referendum di giugno non riguarda solo la fauna ma anche la sicurezza dei tanti escursionisti che la domenica amano immergersi nella natura per godersi un momento di pace e serenità".

La campagna "Anche loro voterebbero Sì" coinvolge tutti i cittadini che hanno piacere di aiutare Legambiente nella strada verso il quorum. L'appello lanciato dall'associazione è di inviare all'indirizzo info@legambientepiemonte.it le immagini dei propri animali domestici con il cartellino "Vota Sì". Tutte le immagini saranno pubblicate giorno per giorno sulla pagina e sul profilo facebook di Legambiente Piemonte e Valle d'Aosta.

"L'iniziativa partita in sordina un paio di giorni fa - ha concluso Dovana - ha già riscosso successo, sono decine le foto che ci sono già arrivate e le stiamo pian piano caricando sul social network. Un segnale positivo che ci fa ben sperare sul raggiungimento del fatidico 50% più uno, necessario per il raggiungimento del quorum".
 

 

... aspettando il Referendum.

Il quesito referendario regionale piemontese contro la caccia del 1987 chiede l’abrogazione di alcune parti della vigente normativa sulla caccia. In particolare sono quattro i punti che caratterizzano la richiesta referendaria.

1 – Divieto di caccia per 25 specie selvatiche
Viene richiesta la cancellazione dall’elenco delle specie cacciabili di 25 specie di fauna selvatica italiana, con la conseguente istituzione del divieto di caccia (rimarrebbero cacciabili soltanto il cinghiale, la lepre, la minilepre e il fagiano).

2 – Divieto di caccia la domenica
Viene richiesta la cancellazione della domenica dai giorni nei quali la caccia è consentita, con la conseguente istituzione del divieto di caccia la domenica.

3- Divieto di cacciare su terreno coperto da neve
Già oggi è così: sono tuttavia previste numerose eccezioni (ad esempio la caccia alla volpe, agli ungulati e alla tipica fauna alpina) che il quesito vorrebbe invece eliminare.

4 – Limitazione ai privilegi concessi alle aziende faunistico-venatorie
Di fatto, nelle ex riserve private di caccia si possono abbattere animali in numero molto maggiore rispetto al territorio libero, non dovendosi applicare i limiti di carniere per molte specie. Il referendum vuole abolire questo privilegio per chi può permettersi di andare a caccia in strutture private.

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