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Le mascherine

Le mascherine

A Novara le mascherine della Regione: prodotte in Piemonte ma... “made in Marocco”

C'è una spiegazione al perché alcuni dispositivi siano creati in Marocco

La distribuzione è in corso in città e in questi giorni anche i paesi della provincia si stanno attrezzando per farle recapitare a tutti i cittadini. Con un po’ di ritardo sono finalmente arrivate le mascherine annunciate dalla Regione Piemonte per tutti i piemontesi. Sono arrivate e hanno portato con sé anche una “sorpresa”: la targhetta di cartoncino inserita nella mascherina imbustata riporta la frase “Prodotte e confezionate da aziende piemontesi”, l’etichetta del dispositivo però recita “Made in Marocco” e sembra che, ma nel Novarese al momento non ci sono esempi, alcune siano anche prodotte a Napoli. Niente contro la città campana e l’Africa, ma di fatto non insistono sul territorio piemontese.

Le frecciatine in merito a questa situazione non si sono fatte attendere, sia da chi non è propriamente vicino a un governo trainato dalla Lega Nord, sia dai cittadini che le hanno ricevute: qualche critica e qualche ironia sulla considerazione geografica.

Analizzando bene frasi e parole, in realtà la spiegazione si trova. Le tre aziende piemontesi cui è stato dato il compito di produrre le mascherine sono Miroglio, Casalinda e Prativero. Proprio la Miroglio, che ha prodotto le mascherine consegnate nella città della Cupola, ha una sede in Africa la “Miroglio Maroc” aperta nel 2016 e che è andata ad aggiungersi alla piattaforma di Casablanca che esiste dal 1994. Ecco quindi spiegato l’“arcano”: l’azienda di Alba, quindi piemontese, lavora anche nelle sedi distaccate geograficamente. Per le mascherine di Napoli il ragionamento è il medesimo.

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