Sicurezza in Piemonte: calano i reati, ma cresce la paura dei cittadini

Lo dice il "Secondo rapporto sulla sicurezza integrata in Piemonte", che ha analizzato l'andamento della criminalità nel 2009 e nel 2010. Cota: "Lavoriamo per migliorare le condizioni di vita dei piemontesi"

Calano i reati in Piemonte, ma i cittadini continuano a non sentirsi sicuri.

E' questa la fotografia della regione scattata dal "Secondo rapporto sulla sicurezza integrata in Piemonte", relativo all'andamento della criminalità nel 2009 e nel 2010. I dati raccontano che il Piemonte figura al secondo posto, subito dopo la Liguria, per il numero di reati segnalati nel 2010 con oltre 23mila crimini, ma la flessione è dell'1,7% rispetto al 2009, in linea con quanto accade nel resto d'Europa e d'Italia.

"Stiamo lavorando molto bene - ha commentato in merito il presidente della Regione Roberto Cota - sviluppando un modello di sicurezza integrato che coinvolge la Regione e le amministrazioni locali. Noi puntiamo a un concetto di sicurezza partecipata a 360 gradi non solo come ordine pubblico, ma come miglioramento delle condizioni di vita. In questo senso, riteniamo che le polizie locali siano a tutti gli effetti una parte delle forze dell'ordine. Ecco perché, per sfruttarle al meglio, stiamo pensando a una scuola di formazione".

Nonostante i reati siano in calo, o almeno quelli che vengono denunciati, in alcune zone, in particolare nelle grandi aree urbane, i cittadini risentono molto delle condizioni ambientali. Il disagio, secondo lo studio, si avverte maggiormente nelle periferie di Novara e Torino, mentre nelle province di Asti e Alessandria i piemontesi dicono di sentirsi meno sicuri. In queste aree si registrano, infatti, i "valori di insicurezza" più elevati.

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In particolare, il 29,3% dei cittadini ha dichiarato di sentirsi insicuro nei vari luoghi che frequenta, e il 37.9% delle famiglie hanno subito almeno un reato negli ultimi tre anni. La percentuale di chi pensa che nella propria zona di residenza la criminalità sia aumentata negli ultimi cinque anni supera quella di chi la ritiene diminuita. La colpa, secondo la maggioranza, sarebbe da imputarsi alla crisi economica. Per ovviare ad uno stato di insicurezza, più della metà dei piemontesi ha assunto almeno una contromisura, e l'8% ritiene di potersi difendere con le armi. L'80% dei cittadini dichiara inoltre di volere un rafforzamento della presenza delle forze dell'ordine.

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