Martedì, 28 Settembre 2021
Cronaca

Tragedia del Mottarone, nuova richiesta di misure cautelari per i due indagati rimessi in libertà

Continuano le polemiche sulla decisione di sostituire il gip

La procura di Verbania ha depositato un ricorso al Tribunale dei Riesame di Torino per chiedere misure cautelari per i due indagati per la tragedia del Mottarone che sono stati rimessi in libertà.

La procuratrice Olimpia Bossi lo aveva già annunciato nei giorni scorsi: il 29 maggio infatti il gip Donatella Banci Buonamici aveva respinto la richiesta di convalida del fermo per Luigi Nerini, proprietario della società che gestisce l'impianto Ferrovie Mottarone srl, e per il direttore dell'esercizio Enrico Perocchio, mentre erano stati disposti gli arresti domiciliari per Gabriele Tadini, il capo operativo servizio. 

Tragedia del Mottarone, sopralluogo per programmare la rimozione della cabina

Ora però il gip è stato cambiato: il presidente del tribunale di Verbania, Luigi Montefusco, ha riassegnato il fascicolo alla gip titolare, Elena Ceriotti, che al momento dei fatti era assente, ma che è rientrata nel ruolo il 31 maggio. Questo perchè, secondo il tribunale, l'assegnazione a Banci Buonamici “non è conforme alle regole di distribuzione degli affari e ai criteri di sostituzione dei giudici impediti disposti nelle tabelle di organizzazione”: in sostanza il fascicolo sarebbe dovuto passare ad uno degli altri giudici, più titolati. 

"Un Paese nel quale può accadere che un giudice che adotta decisioni sgradite all'accusa venga bruscamente eliminato dallo scenario processuale, è un Paese che calpesta la Costituzione. Invitiamo il Governo, la Ministra Cartabia e tutti i Parlamentari che abbiano a cuore i valori costituzionali del giusto processo, ad acquisire definitiva consapevolezza di questa allarmante emergenza, e dunque a rilanciare il percorso della proposta di legge di iniziativa popolare" sulla separazione delle carriere, scrive l'Unione delle Camere penali.

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